Nel panorama della comunicazione contemporanea, la voce delle donne sta assumendo un peso sempre più significativo, contribuendo a ridefinire linguaggi, prospettive e modelli di leadership. La radio, mezzo diretto e autentico per eccellenza, continua a essere uno spazio privilegiato di informazione e confronto, capace di creare connessioni profonde con il territorio e con il pubblico.
Tra le protagoniste del mondo radiofonico lombardo spicca Monica Stefinlongo, speaker di Radio Lombardia e voce del programma Mattino Lombardia. Con uno stile diretto, empatico e sempre attento all’attualità, Monica porta ogni giorno in onda storie di cultura, impresa, società e realtà locali, offrendo spazio a temi che meritano visibilità e approfondimento.
La sua esperienza rappresenta un esempio concreto di professionalità e sensibilità, ma anche di determinazione e consapevolezza del proprio ruolo in un settore ancora in evoluzione sotto il profilo delle pari opportunità.
In questa intervista per Dojo Donna Network, Monica Stefinlongo racconta il suo percorso professionale, riflette sul ruolo delle donne nei media e sull’importanza di sostenere la crescita e l’indipendenza economica femminile, offrendo uno sguardo autentico e ispirazionale a chi desidera costruire il proprio spazio nel mondo della comunicazione.
In un settore come quello dei media e della comunicazione, la presenza femminile è ancora in crescita. Quali sono, secondo te, le sfide principali che le donne affrontano oggi nella radio e nel giornalismo?
“La sfida è poter finalmente smettere di dover dimostrare di essere brave e preparate come i colleghi uomini ma per fortuna ormai le conduttrici donne sono tante e c’è solidarietà. Quando ho cominciato, negli anni ’90, nelle radio c’era una donna al microfono e per il resto in onda solo uomini.Poi ci sono le differenze tipo che se un uomo è combattivo per tutti ha carattere, se invece è una donna a non cedere di fronte alle ingiustizie ha solo un brutto carattere e potrei fare mille esempi del genere.”
La tua esperienza a Radio Lombardia ti ha permesso di raccontare storie e voci del territorio. Quanto pensi sia importante valorizzare le competenze e il talento delle donne nei media locali e nazionali?
“Vero, a Radio Lombardia riesco a dare voce a tante persone che raccontano storie di ogni genere. Le donne hanno sensibilità e sono interessate a far emergere racconti di sofferenza, di disuguaglianza e per fortuna anche di riscatto, diciamo che è meraviglioso quando con i colleghi si crea sinergia e in diretta ogni persona, uomo o donna, mette le proprie sensibilità.”

Come conduttrice, hai la possibilità di dare voce a storie, iniziative e realtà locali. Quanto pensi sia importante il ruolo dei media nel valorizzare le competenze e le esperienze delle donne, e come cerchi di trasmettere questo messaggio attraverso il tuo programma?
“Nel mio programma, anche insieme alla giornalista Paola Farina, ospitiamo associazioni che si occupano di sostenere persone in difficoltà . Ricordiamoci che quando si parla di donne spesso hanno con loro i bambini e c’è bisogno di grande attenzione. Ogni mercoledì poi c’è in diretta Mario Furlan dei City Angels che si occupano di senzatetto. Tengo molto anche agli animali, che amo come la mia stessa vita, e insieme a Clizia Gurrado giornalista e Aristide Malnati Archeologo parliamo tanto dei loro diritti.”
La radio richiede equilibrio tra contenuti, ritmo e ascolto del pubblico. Quali strategie utilizzi per gestire il lavoro quotidiano in diretta, valorizzare ospiti femminili e costruire un dialogo autentico con gli ascoltatori?
La difficoltà è proprio nel tenere il ritmo e fare interviste brevi ma facendo dire all’ospite tutto quello che ha in mente di esprimere. Vogliamo mettere anche tanta musica e quando ho un ospite in diretta bisogna andare subito al nocciolo del messaggio. Spesso i nostri ascoltatori che organizzano cose interessanti, scrivono libri o fanno musica o sono volontari in associazioni in giro per la Lombardia, vengono invitati come ospiti in onda con me. Con le donne che vengono in studio si crea spesso una bella amicizia che rimane nel tempo.
Guardando al futuro, quale messaggio desideri lasciare alle donne che aspirano a costruire una carriera nei media o in ruoli di leadership, sia nel giornalismo che in altri settori professionali?
Senza ombra di dubbio consiglio di essere se stesse, di non cercare mai di somigliare ad altre donne, semmai di ispirarsi alle loro lotte, alla loro forza di volontà ma mai di copiare il loro stile. Per una donna è bene imparare che la vera forza è esprimere la propria anima e capisce quale è la propria missione. Quando sai qual’è la tua missione allora sei serena e in pace. Questo è un lavoro che cresce con te, con le tue esperienze di vita. Occorre essere molto curiose e informarsi tanto.
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