Nadia Fisicaro e Alessia Stella: ”Con SuperCantaBimbi promuoviamo l’inclusione”

SuperCantaBimbi, ideato da Nadia Fisicaro e Alessia Stella per la società Digital Noises, è un progetto dedicato all’inclusione, che utilizza la musica come linguaggio universale per raccontare e sensibilizzare sul tema dell’autismo. 
Nadia Fisicaro spiega: ‘’Il progetto SuperCantaBimbi’’ nasce dall’idea di mettere in musica tematiche fondamentali come quella dell’inclusione. Includere un bambino, un ragazzo o un adulto con bisogni speciali non è un favore ma è un dovere. Tutti diversi e tutti uguali è la nostra visione del mondo, che mettiamo in musica con questo fantastico progetto’’.

Qual è la missione di SuperCantaBimbi?
“La missione di SuperCantaBimbi è promuovere l’inclusione, l’espressione emotiva e la crescita personale dei bambini attraverso la musica. Attraverso le nostre musiche e i nostri video, trasformiamo argomenti importanti in esperienze accessibili, coinvolgenti e adatte alla loro sensibilità. In questo modo non solo i bambini riescono a comprendere meglio ciò che li circonda, ma anche i genitori trovano uno strumento concreto per dialogare con loro. L’obiettivo è creare un ponte tra grandi e piccoli, rendendo la musica un mezzo per parlare, condividere e crescere insieme.”

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In che modo la musica può diventare uno strumento concreto di inclusione?
“La musica è un linguaggio universale che supera barriere linguistiche, culturali e cognitive. Attraverso il canto, il ritmo e il movimento, i bambini possono comunicare anche quando le parole sono difficili da trovare.”

Il vostro progetto facilita la comunicazione nei bambini con difficoltà relazionali?
“Sì, il nostro progetto nasce anche con questo obiettivo. Attraverso le nostre canzoni e i nostri video cerchiamo di aiutare tutti i bambini a comprendere che alcuni coetanei possono avere difficoltà relazionali o modalità diverse di comunicare. Spieghiamo, con un linguaggio semplice e positivo, come imparare a giocare insieme, come rispettare i tempi degli altri e come costruire relazioni basate sull’ascolto e sull’empatia. Spesso affrontiamo caratteristiche nelle quali tanti bambini si riconoscono: timidezza, sensibilità, difficoltà a esprimere le emozioni, bisogno di più tempo. Questo li rende felici, perché si sentono rappresentati e capiscono di non essere “strani”, ma semplicemente unici. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che siamo tutti diversi, ma allo stesso tempo tutti uguali nel nostro valore. E proprio questa consapevolezza diventa il primo passo verso una comunicazione più serena e inclusiva.”

Cosa avete pianificato per il futuro?

“Ci piacerebbe raggiungere un pubblico sempre più ampio e, perché no, avviare collaborazioni con scuole e pedagogisti per creare laboratori dedicati all’inclusione e all’educazione emotiva attraverso la musica. Sarebbe un bellissimo passo avanti. Per il momento, però, continuiamo a “volare basso”, lavorando con passione e autenticità. Se vi va, vi invitiamo a seguirci sui nostri canali social e su YouTube per accompagnarci in questo percorso e crescere insieme a noi.”

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