Silvana Musej: La chef che ha cambiato vita a 40 anni

Tra i volti di Casa Sanremo e presenza fissa su Rai, Silvana Musej è una chef che ha saputo reinventarsi, viaggiare il mondo e portare la propria storia in ogni piatto. L’abbiamo incontrata per una chiacchierata intensa, tra cucina, maternità e un messaggio potente per tutte le donne.

Silvana, sei una donna che ha costruito un percorso artistico con grande forza e tanti sacrifici. Vuoi iniziare con un messaggio di resilienza per tutte le donne?

“Buonasera a tutti. Il mio motto è: mai dire mai. Non esiste un momento in cui si debba pensare di fermarsi, perché è sempre possibile, in qualsiasi fase della vita, intraprendere una nuova carriera, dare una svolta alle proprie passioni. Io, ad esempio, ho iniziato questo bellissimo percorso a quarant’anni: la televisione, i libri, gli show cooking in giro per il mondo, la cucina contaminata al cioccolato. È partito tutto proprio nel momento in cui qualcuno avrebbe pensato che fosse finita. Invece no — mai dire mai.”

Credit Foto by: Alexandre Moulard

Parlaci allora di questa cucina contaminata al cioccolato e della collaborazione con Venchi. Come è nata?

“Tutto è cominciato nelle cucine del Salotto del Cioccolato, a Cuneo, dove sentivo la necessità di sperimentare qualcosa di nuovo. Non essendo pasticcera, ma chef, ho voluto abbinare il cioccolato ai piatti salati, sempre in collaborazione con Gibi Mantellio. Da lì è partita un’evoluzione continua.”

Qual è stato il primo piatto nato da questa idea?

“I ravioli al plin, con tre tipi di cioccolato: la massa di cacao nell’impasto, il cacao magro all’interno del ripieno e il grué di cacao all’esterno.”

Un grande classico piemontese reinterpretato…

“Esattamente. Ho voluto rispettare la tradizione, ma in una chiave più moderna e stuzzicante. Il cioccolato, storicamente considerato il cibo degli dei, viene usato come una spezia: regala un’esperienza di gusto unica, si sposa perfettamente con la tradizione e rimane qualcosa che invito tutti a provare almeno una volta.”

Credit Foto by: Alexandre Moulard

Parliamo della tua esperienza in Rai. Arrivare come volto televisivo nel mondo della cucina è un traguardo importante — come è andata la prima volta?

“Anche lì tutto è cominciato in modo molto casuale, e non avrei mai immaginato di ritrovarmi in un posto simile. Ho semplicemente deciso di essere me stessa e di lasciarmi andare: come va, va. Hanno apprezzato la mia semplicità, il mio modo di arrivare alle persone a casa. Da lì è stato un percorso in crescita costante. Superate le emozioni delle prime puntate, ti senti parte di una squadra, ti senti a casa. Eppure, per una cuoca abituata alle cucine, trovarsi davanti a una telecamera rimane una sfida enorme. Con la semplicità, però, si può raggiungere tutto.”

Sei una professionista che viaggia per il mondo, ma sei anche una mamma molto presente. Come riesci a conciliare tutto?

“Questa è un’altra faccia della medaglia che frena tantissime persone. Si dice: sono mamma, non posso farcela. Invece tutto è possibile, se si vive giorno per giorno. Io ho raggiunto questi traguardi pensando a un obiettivo alla volta, senza proiettarmi troppo avanti. Se ti metti a tavolino a calcolare se tutto può tornare, la risposta sarà quasi sempre no. Ma si tratta spesso di barriere mentali che ci costruiamo da sole, prima ancora di iniziare. La realtà è che strada facendo tutto diventa più semplice e più bello. Si può essere mamme presenti e lavorare in Rai, in cucina, e girare il mondo. È tutto possibile.”

Credit Foto by: Alexandre Moulard

Vieni dall’Albania, una terra che noi italiani amiamo profondamente. Quanto c’è della tua origine nei tuoi piatti?

“Moltissimo. I ricordi dell’infanzia, i primi sapori — quelli non spariscono mai. L’Italia mi ha accolta e mi ha fatto scoprire ingredienti e tradizioni straordinarie, ma il gusto di casa, i piatti di mia mamma e di mia nonna, sono rimasti dentro di me. Credo che questo incrocio tra le due culture sia anche la mia chiave di successo: i miei piatti hanno un tocco particolare proprio perché uniscono due tradizioni.”

Voglio chiederti un messaggio importante. Viviamo un momento difficile per le donne — i femminicidi, le violenze. Tu che sai cosa significa lottare e soffrire, cosa vuoi dire a tutte le donne?

“Il messaggio più forte che posso dare è questo: siamo venute al mondo per essere libere, per essere guerriere, per non abbassare la testa davanti a nessuno. Dobbiamo cercare, pretendere rispetto — in famiglia, nel lavoro, nella società. Un po’ di orgoglio e di grinta bastano già per aprire una strada più libera e per allontanarsi dalle situazioni tossiche. Se noi donne facciamo squadra, possiamo conquistare il mondo.”

Credit Foto by: Alexandre Moulard

E per l’Italia, invece, cosa bolle in pentola?

“Sono sempre alla ricerca di nuove sfide. Adesso voglio valorizzare tutto ciò che ho imparato in questi anni — la cucina, l’esperienza, la gestione. Mi piacerebbe guidare cucine più strutturate, curare catering importanti e, soprattutto, trasmettere ad altri l’amore e i segreti di questo mestiere.”

Grazie mille, Silvana.

“Grazie a voi — un bacio e un abbraccio a tutti!”

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