Victoria Ferrua e il diritto di andarsene: sicurezza, autonomia e autodifesa nel libro Via io, Via voi, Via tutte

C’è un momento, spesso silenzioso, in cui una donna capisce che restare non è più un’opzione. Non è un gesto teatrale, né una fuga improvvisa. È una presa di coscienza che matura nel tempo e che ha un nome semplice e potentissimo: andarsene. Via io, Via voi, Via tutte nasce esattamente da questo punto di non ritorno. Il libro di Victoria Ferrua non racconta solo una storia personale, ma costruisce un discorso lucido e necessario sul diritto di scegliere la propria sicurezza, la propria autonomia economica e la propria libertà.

Il titolo è scandito come una dichiarazione progressiva. “Via io” è l’atto individuale, il primo passo che richiede lucidità e coraggio. “Via voi” è la presa di distanza da dinamiche tossiche, dipendenze, ruoli che limitano. “Via tutte” è l’orizzonte collettivo: un invito che diventa possibilità concreta solo se sostenuto da strumenti reali.

Oltre l’autobiografia: una storia che parla a molte

Il libro affonda le radici in una biografia complessa, ma non resta imprigionato nel racconto personale. Fin dalle prime pagine è chiaro che non si tratta di un memoir autoreferenziale. La dedica e le prefazioni chiariscono subito il perimetro dell’opera: questa storia dialoga con chi, ogni giorno, lavora per la tutela delle donne e per la prevenzione della violenza.

Tra queste realtà emerge l’associazione Donnexstrada, impegnata nel rendere lo spazio pubblico più sicuro e nel fornire supporto concreto contro la violenza. Il messaggio è esplicito: la sicurezza non è un fatto privato, ma una responsabilità collettiva. Raccontare un’esperienza individuale diventa così un modo per costruire consapevolezza condivisa.

Andarsene non è possibile senza autonomia economica

Uno dei nuclei più forti di Via io, Via voi, Via tutte è il legame tra libertà personale e indipendenza economica. Ferrua insiste su un punto spesso rimosso dal dibattito pubblico: senza autonomia finanziaria, la possibilità di andarsene resta teorica. Per molte donne, il vincolo economico è la forma di controllo più silenziosa e persistente.

Il confronto con Azzurra Rinaldi, economista e Presidente del Dottorato di Gender Gap presso l’Unitelma Sapienza, rafforza questo passaggio. Il libro rende evidente come la dipendenza economica condizioni le scelte, ritardi le decisioni, renda rischioso ciò che dovrebbe essere legittimo: andarsene. L’indipendenza economica emerge così non come obiettivo astratto, ma come prerequisito concreto di sicurezza e autodeterminazione.

SOSNESS: la sicurezza come competenza

Il cuore operativo del libro è il metodo SOSNESS, sviluppato da Victoria Ferrua e arricchito dal contributo di professioniste e figure pubbliche impegnate sul tema della sicurezza. Non si tratta di un manuale di autodifesa tradizionale, né di una raccolta di consigli generici. SOSNESS è un approccio che lavora sulla prontezza mentale, sulla lettura del rischio, sulla gestione del panico e sulla capacità di agire in situazioni di emergenza.

La sicurezza, in questa visione, non è coraggio istintivo ma competenza allenabile. Imparare a riconoscere i segnali di pericolo, a mantenere lucidità sotto pressione, a reagire in modo efficace diventa parte di un percorso di consapevolezza che riguarda ogni ambito della vita quotidiana, non solo quello relazionale o familiare.

Preparazione mentale e reazione sotto pressione

A rafforzare la dimensione pratica di SOSNESS è il contributo di Staccioli, campionessa olimpica, che porta nel libro il valore dell’allenamento mentale. La capacità di reagire in situazioni critiche non nasce dal caso, ma dalla preparazione. Traslare questa logica dallo sport alla vita quotidiana significa riconoscere che anche la sicurezza personale può essere costruita, esercitata, interiorizzata.

Ferrua non promette invincibilità né soluzioni miracolose. Propone invece strumenti concreti, consapevolezza e realismo. In un contesto culturale che spesso affida la sicurezza alla fortuna o all’evitamento, Via io, Via voi, Via tutte restituisce alle donne un margine di controllo.

Dai libri alle strade: i Punti Viola

Il tema della sicurezza non resta confinato alla pagina scritta. Il centro fondato da Victoria Ferrua, con sede operativa in zona Maciachini, sta diventando un Punto Viola: un luogo fisico e riconoscibile dove le donne possono entrare, fermarsi e proteggersi mentre si muovono nello spazio urbano.

Non un simbolo, ma una rete reale di sicurezza. Questo passaggio dal libro alla città è uno degli aspetti più significativi del progetto. La narrazione si traduce in azione, la teoria in presidio concreto. Via io, Via voi, Via tutte si inserisce così in un ecosistema più ampio fatto di luoghi, relazioni e pratiche condivise.

Uno stile diretto, senza retorica

Dal punto di vista stilistico, il libro alterna racconto, riflessione e indicazioni operative con equilibrio. Non c’è compiacimento nel dolore né spettacolarizzazione della vulnerabilità. Il linguaggio è diretto, accessibile, ma mai semplificato. Ferrua sceglie parole nette perché netta è la posta in gioco.

Parlare di autodifesa, autonomia e sicurezza significa parlare di vita quotidiana, non di eccezioni. Il libro evita la retorica della resistenza a ogni costo e introduce una narrazione diversa, in cui andarsene non è una sconfitta ma una forma di intelligenza.

Un libro che trasforma il “via” in un diritto

Pubblicato da Autoritas Editore e disponibile su Amazon e sugli store online di Mondadori e Feltrinelli, Via io, Via voi, Via tutte si inserisce con forza nel dibattito contemporaneo su violenza di genere, empowerment e sicurezza urbana. Non promette salvezze esterne. Insegna a costruirle. In un tempo in cui la parola “via” viene spesso associata alla rinuncia, Victoria Ferrua la trasforma in una possibilità di protezione e di libertà. E, soprattutto, in un diritto.

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