Tra mercato e psiche: la storia di Letizia, che costruisce il suo futuro un passo alla volta

Letizia ha 26 anni e rappresenta perfettamente quella generazione di giovani donne che non aspettano che le opportunità arrivino, ma se le costruiscono con le proprie mani. Studentessa di psicologia prossima alla laurea, Letizia ha scelto un percorso di studi che riflette la sua sensibilità verso l’essere umano e il desiderio di comprendere ciò che si nasconde oltre la superficie.

La sua storia è fatta di equilibri e contrasti che si intrecciano armoniosamente: da un lato c’è lo studio, la teoria, l’aspirazione a una professione che aiuti le persone a ritrovarsi; dall’altro c’è il lavoro al mercato insieme al padre, esperienza concreta che le ha insegnato il valore del sacrificio, della relazione diretta con le persone e dell’indipendenza. 

Credit photo by: Davide Druso

Letizia può contare su genitori fantastici che hanno creduto in lei e hanno finanziato la sua università senza farle mancare nulla, offrendole non solo un supporto economico ma anche e soprattutto un esempio di vita. È proprio da loro che ha ereditato quel carattere determinato, quella forza d’animo e quella capacità di affrontare le sfide con autenticità: il suo essere così, come lei stessa ama definirsi, è un dono che i suoi genitori le hanno trasmesso. Grazie a questo solido sostegno familiare e al lavoro quotidiano al mercato, Letizia ha potuto costruire la propria autonomia e il proprio percorso, imparando che il vero valore non sta solo in ciò che si conquista materialmente, ma nelle relazioni, nei valori e nell’educazione che si riceve.

Letizia crede fortemente nella cura di sé, non come gesto di vanità ma come atto di rispetto verso la propria persona. La palestra è per lei uno spazio di disciplina e crescita personale, un luogo dove allenare non solo il corpo ma anche la mente, dove imparare la costanza e celebrare i propri progressi. Questa attenzione al benessere fisico si accompagna a una ricerca più profonda: quella del proprio valore autentico, che va ben oltre l’immagine patinata dei social network.

Credit photo by: Davide Druso

In un’epoca in cui l’apparenza sembra contare più della sostanza, Letizia porta avanti una riflessione importante: cosa significa davvero mostrarsi per quello che si è? Come si fa a comunicare il proprio valore senza restare intrappolati nelle logiche della performance digitale? La sua è una storia di determinazione silenziosa, di scelte coraggiose fatte lontano dai riflettori, di una giovane donna che sta costruendo il proprio futuro con autenticità e consapevolezza.

  1. Stai per concludere il tuo percorso in psicologia: cosa ti ha spinto verso questa disciplina e come credi che il tuo lavoro al mercato con tuo padre abbia influenzato la tua comprensione dell’essere umano e delle relazioni?

“Dopo tanta fatica finalmente si, vedo la luce in fondo al tunnel!! Diciamo fondamentalmente da bambina sognavo di poter leggere i pensieri degli altri, peró la lettera da Hogwarts non è mai arrivata, quindi mi sono dovuta attrezzare nel modo che più si avvicinava a poter raggiungere questa capacità! In più sono sempre stata, oltre che empatica, sensibile alla sofferenza e posso assicurare che sebbene la diversità dei disturbi mentali, il fattore che li accomuna è proprio questo. Il lavoro al mercato con il mio papà ha influenzato ma indirettamente, mi ha sicuramente consentito di sperimentare quanto sia vero che “se vuoi vincere alla lotteria devi guadagnarti i soldi del biglietto”

Credit photo by: Davide Druso
  1. Hai scelto di conquistarti tutto da sola, lavorando mentre studiavi. Quali sono state le sfide più grandi di questo percorso e cosa ti ha insegnato l’indipendenza economica su te stessa?

“Diciamo che più che altro per me tutto diventa una sfida. Io a scuola ero una di quelle dell’ultimo banco, per farvi capire quindi per me già il fatto di iniziare l’università è stato una sfida. Economicamente parlando, ho due genitori meravigliosi che mi supportano in ogni scelta (folle o meno) quindi per fortuna hanno sempre fatto dei sacrifici perché sapevano che per me era importante. Il problema sopraggiunge sicuramente quando ci sono quelle giornate che proprio cascasse il mondo, NON TI VA!! Ed è proprio lì che fai la differenza, a fare le cose quando ci va siamo tutti bravi.”

Credit photo by: Riccardo Piva
  1. La palestra e la cura di sé sono parte importante della tua vita. Come si lega per te il benessere fisico a quello mentale, e quale ruolo ha la disciplina quotidiana nella costruzione della persona che vuoi diventare?

“Palestra e cura di sé, secondo me fanno parte della costruzione della salute mentale, almeno nel mio caso. Conta fare ciò che ti fa stare bene, serve sia al corpo che alla testa. La disciplina se sei una persona ambiziosa è fondamentale altrimenti non arrivi.”

Credit photo by: Riccardo Piva
  1. Viviamo nell’era dei social network, dove l’immagine spesso prevale sulla sostanza. Come riesci a usare questi strumenti senza perdere di vista il tuo valore autentico, e quale messaggio vorresti trasmettere a chi ti segue sul significato di “mostrarsi per quello che si è”?

“Purtroppo sui social l’idea prevalente è questa, quando di base ognuno dal proprio profilo ti fa vedere solo ciò che vuole farti vedere, invece dietro ogni successo c’è un processo. Io, ci tengo particolarmente, a far vedere tutte le mie sfaccettature. Si, mi laureo, ma quante notti in bianco mi è costato? Si, mi alleno, magari il mio fisico può piacere, ma quante volte mi alleno? Si, qualche sfizio me lo levo ma quanto lavoro? Dietro ogni cosa c’è sempre qualche altra cosa. Io ci tengo a portare questo. Non solo il successo, anche il processo, il dover spingere, il non lasciarsi definire più chiaramente leggerezza (la vita già è pesante) e positività. Il cervello ci ascolta, e cerca coerenza, fa ciò che diciamo.”

Credit photo by: Riccardo Piva

 

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