Loretana Filesi: il coraggio di riscoprirsi e inseguire i propri sogni senza limiti di età

Ci sono momenti della vita in cui ci si rende conto di aver dedicato tanto tempo agli altri, lasciando poco spazio a se stessi. È proprio da questa consapevolezza che può nascere un nuovo inizio.

La storia di Loretana Filesi parla di riscoperta, femminilità, autostima e della capacità di rimettersi in gioco anche quando si pensa che alcune esperienze appartengano ormai a un’altra fase della vita.

Mamma single, imprenditrice, modella e appassionata di fotografia e danze orientali, Loretana ha trovato davanti all’obiettivo qualcosa che inizialmente non stava nemmeno cercando: un nuovo modo di guardarsi.

Tutto è cominciato quasi per caso, dopo il messaggio di un fotografo ricevuto sui social. Una proposta che inizialmente l’aveva lasciata incredula e che, con il tempo, si è trasformata in un percorso capace di portarla a viaggiare, realizzare shooting e soprattutto recuperare una parte della propria autostima.

Per la rubrica Racconta la tua storia di DojoDonna.it abbiamo parlato con lei di fotografia, rapporto con il corpo, pregiudizi, inclusività e del coraggio necessario per riaprire quel famoso “cassetto” nel quale troppo spesso lasciamo i nostri sogni.

Loretana, raccontaci un po’ chi sei.

“Io sono Loretana Filesi, abito a Roma, sono una mamma single e un’imprenditrice. Nella vita, oltre al lavoro, ho parecchi hobby e passioni alle quali cerco di dedicare il mio tempo.”

Tra le tue passioni c’è sicuramente la fotografia. Ti ricordi il momento in cui ti è stato proposto di posare per la prima volta? Cosa hai provato e cosa ti ha convinta ad accettare?

“Sì, lo ricordo benissimo. Mi è arrivata tramite Facebook la proposta di un fotografo. Io non avevo mai fatto fotografia e non ero mai stata in quel mondo. Mi disse che voleva scattare con me perché trovava il mio viso molto espressivo. All’inizio sono rimasta molto colpita e, sinceramente, pensavo anche che potesse essere una presa in giro. Gli continuavo a dire che non ero una modella, che non lo avevo mai fatto e che mi vergognavo. Lui però ha insistito e mi ha detto: immagina semplicemente di andare da un fotografo e chiedergli un book fotografico. Io te lo faccio gratuitamente, poi sarai tu a decidere cosa farne. Se ti piace lo pubblichi, altrimenti lo tieni nel cassetto come ricordo. Ero ancora molto titubante e agitata, proprio perché non avevo mai posato. Poi alla fine mi sono detta: va bene, mi butto. Nel peggiore dei casi resterà nel cassetto. E invece non è rimasto lì.”

Credit Photo a cura di: lor_phil_photo

Oltre alla fotografia sei una mamma e un’imprenditrice. Cosa ha significato iniziare a ritagliarti uno spazio soltanto per te?

“Fino a un certo periodo della mia vita ho pensato soprattutto agli altri, principalmente ai miei figli e alla loro crescita, ma anche alle persone che avevo intorno. I miei hobby e le mie cose rimanevano sempre indietro. A un certo punto mi sono detta: ci sono anch’io. Devo trovare uno spazio per me. Se una persona vuole davvero trovare quello spazio, in qualche modo riesce a farlo. Non posso vivere soltanto per gli altri, devo vivere anche per me. I miei figli ormai sono abbastanza grandi e ho capito che era arrivato il momento di dedicarmi anche alle cose che desideravo. Così ho iniziato a seguire le mie strade, sia nel mondo della fotografia sia in quello della danza orientale.”

Anche la danza orientale è diventata una parte importante di questo percorso?

“Sì. È circa un anno che frequento un corso di danze orientali e mi piace molto perché mi fa sentire donna, mi fa stare bene e, quando danzo, non penso ai problemi. È anche una forma d’arte. Abbiamo fatto uno spettacolo a teatro e altre esibizioni, quindi quello che impari lo porti davanti a un pubblico. Per me è una cosa molto importante e ha contribuito ad aumentare la mia autostima, che in passato era un po’ calata.”

Credit Photo a cura di: lor_phil_photo

La fotografia porta inevitabilmente a confrontarsi con il proprio corpo. Questo percorso ha cambiato il modo in cui guardi te stessa?

“Sì, tantissimo. Prima non avevo una grande autostima per quanto riguardava la mia bellezza. Anche oggi non dico di essere una bellissima donna, però forse ho capito di non essere così male come pensavo. Ho scoperto che posso ancora piacere anche a cinquant’anni. La fotografia ha aumentato moltissimo la mia autostima e mi ha aiutato anche ad apprezzare alcuni difetti. Prima tendevo a vedere soltanto ciò che non mi piaceva. Adesso riesco a vedere anche qualche pregio.”

Il tuo percorso porta con sé anche un messaggio di inclusività. Secondo te il mondo della moda e della fotografia sta realmente superando gli stereotipi del passato?

“Secondo me sì. Prima si pensava che una modella dovesse necessariamente essere alta, magra e perfetta. Io invece sono bassa, anche se in alcune fotografie posso sembrare più alta. Non sono magrissima, sono una curvy, ho le mie forme. Ho cinquant’anni, quindi non sono una ventenne, e ho addosso anche i segni del tempo e delle gravidanze. Eppure, nel mio percorso, sono molto ricercata. Non soltanto a Roma, ma anche in diverse parti d’Italia. Viaggio molto e questo si unisce perfettamente anche a un’altra mia grande passione, che è proprio quella di viaggiare. Credo quindi che molti stereotipi della cosiddetta modella perfetta siano stati superati. Anche perché la perfezione non esiste. Ogni donna è bella per quello che è.”

Credit Photo a cura di: lor_phil_photo

Con l’esposizione sui social arrivano spesso anche critiche e giudizi. È successo anche a te?

“Sì, ho ricevuto critiche e sono stata giudicata. Le persone cattive esistono e ci sono anche persone invidiose. Io però continuo per la mia strada. Quello che conta è ciò che voglio io e, naturalmente, che le mie scelte vadano bene anche ai miei figli. Il resto non conta. Gli altri possono dire quello che vogliono. Come si dice a Roma, mi rimbalza.”

La nostra rubrica si chiama “Racconta la tua storia”. Cosa vorresti dire a una donna che ha un sogno nel cassetto ma continua a rimandarlo perché non si sente pronta o abbastanza sicura?

“Le direi di aprire quel cassetto e di seguire il suo sogno. Non c’è un limite di tempo che possa fermare davvero un desiderio. Inseguilo e sicuramente potrai raggiungerlo. Se è qualcosa che vuoi veramente, devi provarci. Questo è il mio consiglio.”

La storia di Loretana ci ricorda che ricominciare non significa necessariamente cancellare ciò che è stato. A volte significa semplicemente decidere di aggiungere qualcosa di nuovo alla propria vita. Un hobby, una passione, una fotografia, una danza. Oppure uno spazio nel quale poter tornare, finalmente, a mettere se stesse al centro. Perché non esiste un’età corretta per sentirsi belle, per scoprirsi diverse o per inseguire qualcosa che per troppo tempo abbiamo lasciato da parte. E forse la frase più semplice pronunciata da Loretana durante la nostra conversazione racchiude tutto il senso della sua storia: aprire quel cassetto e provarci.



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