Laura: quando la vita ti obbliga a ricominciare e la fotografia diventa una rinascita

Ci sono storie che parlano di ciò che abbiamo perso. E poi ci sono storie che, pur partendo da una perdita, finiscono per raccontare soprattutto ciò che siamo riusciti a ritrovare dentro di noi.

Quella di Laura, 46 anni, di Arezzo, è una storia fatta di dolore, cambiamenti improvvisi e scelte difficili, ma anche di una forza che ha saputo trovare nuove strade per manifestarsi.

Per tanti anni Laura ha condiviso con suo marito la gestione di un ristorante molto conosciuto sul territorio. Una vita costruita insieme, professionalmente e personalmente, interrotta improvvisamente dalla morte del marito in un incidente stradale.

Non era, purtroppo, la prima volta che Laura incontrava il dolore della perdita: a soli 16 anni aveva perso suo padre, una figura fondamentale durante gli anni della crescita.

Dopo la scomparsa del marito, Laura si è trovata davanti alla necessità di ricostruire la propria vita, anche per sua figlia. Ha lasciato l’attività che aveva contribuito a costruire e oggi lavora come dipendente in un bar. Una realtà professionale nella quale ammette di non sentirsi pienamente realizzata, ma che considera una fase del proprio percorso.

Perché Laura non ha smesso di immaginare un futuro diverso.

E proprio quando sembrava necessario ricominciare da zero, nella sua vita è entrata la fotografia. Prima quasi timidamente, poi come uno spazio sempre più personale attraverso il quale esprimere emozioni, femminilità e parti di sé rimaste a lungo nascoste.

Nella nuova intervista di Racconta la tua storia, abbiamo incontrato Laura per parlare di perdita, solitudine, maternità, lavoro, sogni e soprattutto di quella rinascita che, a volte, comincia semplicemente tornando a guardarsi con occhi diversi.

Credit photo a cura di: Stefano De Masala

Laura, se oggi dovessi presentarti a chi ci sta guardando, chi è la Laura del 2026?

“La Laura di oggi è sicuramente una donna molto segnata da un’esperienza dura di vita. È una storia che parte anche dalla mia adolescenza, perché a 16 anni ho perso mio padre, che era una figura molto importante per me. A quell’età è una figura che ti accompagna nella crescita e ti dà sicurezza. Già da lì, quindi, ho vissuto un’esperienza molto importante e difficile.”

La tua vita è cambiata improvvisamente. Senza entrare nei dettagli che preferisci custodire, qual è stata la cosa più difficile da affrontare quando hai capito che dovevi ricominciare da sola?

“Sono molto sincera: la cosa più difficile per me è stata la solitudine. Il fatto di non poter più condividere le piccole cose della vita con una persona accanto. Per me è veramente un peso profondo, anche perché questo stato d’animo toglie valore anche alle piccole gioie e rende ancora più difficile sopportare il dolore e andare avanti. Io sono una donna a cui piace molto condividere. Mi piace condividere la mia vita, sia le cose positive sia quelle negative. Ne ho proprio bisogno. Quindi la solitudine è stata veramente la cosa peggiore che ho affrontato.”

Credit photo a cura di: Stefano De Masala

In quel periodo ti sei trovata anche a prendere decisioni molto importanti. Cosa ti ha dato maggiormente la forza per andare avanti?

“Parlando proprio personalmente, è stato l’amore per me. L’amore per me stessa e la volontà di impedirmi di cadere in una condizione mentale dalla quale sarebbe stato poi difficile uscire. Mi sono detta: no, bisogna reagire, bisogna andare avanti. Era importante farlo prima di tutto per mia figlia, perché comunque ha bisogno di un esempio nella vita. I ragazzi hanno bisogno di vedere come si affrontano anche le cose brutte. Credo che per un ragazzo non ci possa essere qualcosa di molto più difficile della perdita di uno dei propri genitori. L’impatto è molto forte. Per questo l’amore per me stessa è stato fondamentale: non permettermi di cadere e trovare la forza di reagire. E sono stata veramente forte.”

Hai una figlia con la quale hai attraversato tutto questo. Com’è oggi il vostro rapporto?

“Quello che è successo ci ha avvicinate ancora di più. Per il lavoro che avevamo, eravamo sempre impegnati nel nostro ristorante e lei è cresciuta molto indipendente, fin da quando era veramente piccola. Dopo quello che è accaduto il nostro rapporto è diventato ancora più forte. E devo dire che è una ragazza veramente molto intelligente, dalla quale io stessa ho imparato tanto proprio in questo periodo. Mi sono meravigliata perché, nonostante io abbia molti più anni e più esperienza di vita, ho imparato molto da lei. È stata veramente molto matura e forte e sono davvero orgogliosa di lei. Molto, molto.”

Credit photo a cura di: Stefano De Masala

Oggi lavori in un contesto professionale diverso da quello che avevi costruito. Come ti senti e come guardi al tuo futuro?

“Dal punto di vista professionale, la Laura di oggi è molto giù. Avevo realizzato un mio sogno: avere una carriera professionale, essere indipendente ed essere forte in quello che facevo. Ora tutto questo non c’è più. Sono tornata a lavorare come dipendente e non sento più quella stessa forza e quella stessa grinta. Però anche questa è un’esperienza che mi sta insegnando qualcosa. Mi ha insegnato che non devo rinunciare a quella che sono e ai miei sogni. Aspetto momenti migliori. Ora vado avanti perché comunque ne ho bisogno, ma aspetto momenti migliori e sono sicura che arriveranno. È tutta un’esperienza che va vissuta. Quindi, per adesso, va bene così.”

In questo nuovo percorso è entrata anche la fotografia. Quando è successo?

“In realtà è entrata davvero nella mia vita adesso, anche se ero già stata contattata circa due anni fa da alcuni fotografi che vedevano in me un soggetto interessante da fotografare. Io, però, sono una persona molto diffidente. Quando non hai mai avuto un’esperienza del genere, certe cose possono anche fare un po’ paura. Dopo quello che mi è successo, quindi, avevo lasciato perdere. Successivamente sono stata contattata da altri fotografi, anche perché avevano conosciuto parte della mia storia attraverso i social. Ho sempre avuto un lato femminile molto forte. Mi esprimo molto attraverso il corpo, i gesti e lo sguardo. Magari parlo un po’ meno, ma esprimo tanto. Mi è sempre piaciuta l’idea di poter esternare quello che avevo dentro. Così mi sono detta: perché no? E l’ho fatto.”

Credit photo a cura di: Stefano De Masala

Che cosa ti ha fatto scoprire la fotografia di te stessa?

“Mi ha aiutato a guardare ancora più profondamente dentro di me. Secondo me la fotografia è un riflesso delle nostre emozioni più importanti e profonde, quelle che spesso tendiamo a nascondere. Forse abbiamo paura di esternarle. Ma è un po’ come quando ci succede qualcosa e sentiamo il bisogno di buttarla fuori perché poi staremo meglio. Attraverso la fotografia io esprimo quello che ho dentro, anche il mio dolore. È una cosa molto personale, perché per me è cominciata proprio così. Adesso ho trovato questa libertà di poter esprimere tutto quello che ho dentro in una maniera molto bella e anche divertente. È una cosa tutta mia. L’ho creata io ed è diventata parte di me.”

Quindi davanti all’obiettivo non c’è più semplicemente una posa, ma una nuova versione di Laura.

“Esatto. Assolutamente sì.”

La tua storia può arrivare ad altre donne che stanno attraversando un momento nel quale sembra che tutto stia crollando. Qual è il messaggio che vorresti lasciare loro?

“Mi sento di dire di non mettere mai noi stesse in secondo piano. Anzi, la prima cosa alla quale dobbiamo pensare siamo noi, perché senza prenderci cura di noi non possiamo dare l’esempio, non possiamo amarci e non possiamo superare tutte le difficoltà e le paure. Noi siamo la nostra priorità e dobbiamo prendercene cura. Si sente dire tantissime volte: ‘Credi in te’. Ma se si sente così spesso è perché è vero. Bisogna credere in noi, avere forza e coraggio e andare avanti. Non c’è nulla che non si possa ricostruire. L’importante, secondo me, è anche riuscire a esternare quello che abbiamo dentro. Io, dopo averlo fatto, sono stata meglio. E mi sono sentita ancora più forte.”

Una rinascita che non ha bisogno di fare rumore

Ogni fotografia ferma un istante. Ma alcune fotografie riescono anche a raccontare un viaggio. Quello di Laura è il viaggio di una donna che ha conosciuto il dolore più profondo e che, nonostante tutto, ha scelto di non fermarsi lì. Non cancellando ciò che è accaduto e nemmeno fingendo che ricominciare sia semplice. Laura parla apertamente della solitudine, della perdita della propria realizzazione professionale e di un presente lavorativo che sente distante dai propri desideri. Ma parla anche di futuro. Perché a volte la rinascita non arriva facendo rumore. Arriva lentamente, quando troviamo il coraggio di guardarci nuovamente allo specchio e iniziamo a riconoscere la persona che stiamo diventando. Per Laura, oggi, quello specchio è anche l’obiettivo di una macchina fotografica.

Official instagram page: https://www.instagram.com/laurasoare80/

Credit photo a cura di: Stefano De Masala

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