Alessia è una giovane donna che ha trasformato le sue fragilità in una straordinaria forza motrice. Il suo percorso è segnato da sfide che molti giovani affrontano in silenzio: disturbi alimentari, disturbi dell’apprendimento e le ferite profonde lasciate dal bullismo. Nata nel settore alberghiero, Alessia ha sempre avuto la passione per la cucina, ma anche il desiderio di esprimere la propria femminilità e creatività in modi che sembravano incompatibili con il suo percorso professionale.
Durante gli anni scolastici, le difficoltà legate al suo disturbo dell’apprendimento e i problemi con l’immagine corporea l’hanno portata a sentirsi inadeguata e non compresa. Questa insicurezza l’ha spinta a interrompere gli studi alla quarta superiore, convinta di non essere all’altezza. Ma Alessia non si è arresa: dopo tre anni di pausa, ha trovato il coraggio di riprendere il suo percorso scolastico e conseguire il diploma di maturità. Quel traguardo è stato lo spartiacque della sua vita, il momento in cui ha capito di poter superare qualsiasi ostacolo.
Da quel momento, Alessia ha deciso di non porsi più limiti. Ha iniziato a coltivare tutte le sue passioni: ha aperto un blog di cucina, ha seguito corsi di estetica, massaggi e ricostruzione unghie, si è iscritta all’università e ha partecipato a corsi culturali su arte e scrittura. Ha trovato la sua voce partecipando a tre interviste (una radiofonica e due con giornali/magazine) in cui ha raccontato la sua “rivincita dopo il bullismo”, ha preso parte a mostre fotografiche su temi importanti come la violenza sulle donne, e ha persino scritto un libro.
Ma Alessia non si è fermata alla sua crescita personale. Il volontariato è diventato una parte fondamentale della sua vita: ha adottato a distanza una bambina del Ghana, ha adottato un animale, ha donato i suoi capelli per donne malate di tumore al seno, ha collaborato con Save the Children, la Caritas e il canile locale, e ha svolto il servizio civile. Per lei, aiutare gli altri è una fonte di gioia e un modo per dare senso alle proprie capacità.
Oggi Alessia è una donna che ha ritrovato la sua femminilità, la sua voce e la sua forza. Attraverso i suoi canali social, condivide la sua storia nella speranza di aiutare altre persone che stanno affrontando battaglie simili, dimostrando che anche dalle esperienze più buie può nascere una luce che illumina il cammino proprio e altrui.
Il momento della svolta: come hai trovato la forza di tornare a scuola dopo tre anni? Alessia, hai raccontato che interrompere gli studi è stata una conseguenza delle tue insicurezze legate al disturbo dell’apprendimento e ai problemi con l’immagine di te stessa. Dopo tre anni lontana dai banchi, hai deciso di riprendere e di arrivare fino alla maturità. Qual è stato il momento o il pensiero che ti ha fatto dire “è ora di riprovarci”? E come hai vissuto emotivamente quel percorso fino al diploma?
“Il momento della svolta è arrivato quando ho capito che fermarmi per paura mi stava facendo più male che riprovarci. Dopo tre anni lontana dalla scuola, le insicurezze legate al disturbo dell’apprendimento e all’immagine negativa di me stessa erano ancora presenti, ma a un certo punto ho pensato: “è ora di riprovarci”, non perché mi sentissi pronta, ma perché non volevo più rinunciare a me. Il percorso fino al diploma è stato emotivamente difficile. All’inizio ha prevalso ansia e paura di non essere all’altezza, ma con il tempo ho imparato ad accettare i miei limiti, a chiedere aiuto e a riconoscere il valore del mio impegno. Arrivare alla maturità ha rappresentato soprattutto una riconquista della fiducia in me stessa.”

Disturbi alimentari e disturbo dell’apprendimento: come si intrecciano queste due battaglie? Nel tuo racconto emerge quanto sia stato difficile affrontare contemporaneamente disturbi alimentari e difficoltà legate al parlato e all’apprendimento. Come si sono influenzati a vicenda questi due aspetti? In che modo queste sfide hanno impattato sulla tua autostima e sulle tue relazioni con gli altri? E cosa vorresti dire a chi sta vivendo una situazione simile?
“I disturbi alimentari e il disturbo dell’apprendimento si sono influenzati a vicenda, rafforzando le mie insicurezze. Le difficoltà a scuola hanno aumentato il senso di inadeguatezza, che spesso si rifletteva nel rapporto con il cibo; allo stesso tempo, il disagio alimentare rendeva ancora più difficile concentrarmi e sentirmi all’altezza. All’inizio l’impatto sull’autostima e sulle relazioni è stato forte: mi sentivo fragile, diversa, e tendevo a chiudermi per paura di non essere capita. A chi vive una situazione simile vorrei dire di non affrontarla da solo: chiedere aiuto non è un fallimento, ma il primo passo per ricostruire fiducia in sé stessi e nel proprio valore.”

Cucina e femminilità: come hai conciliato due mondi apparentemente opposti? Hai detto una cosa molto interessante: “Una ragazza che fa cucina non viene vista come una persona elegante e fine, perché la cucina è tutto tranne che glamour”. Eppure tu hai voluto ritrovare la tua femminilità senza rinunciare alla tua passione per la cucina. Come sei riuscita a far convivere questi due aspetti della tua identità? E cosa rappresenta per te oggi poter esprimere entrambe queste parti di te?
“Per molto tempo ho vissuto la cucina e la femminilità come due mondi opposti, anche a causa dello stereotipo secondo cui una ragazza che fa cucina non può essere vista come elegante o fine. Questo mi ha fatto sentire come se una parte della mia identità non venisse riconosciuta o rispettata. Con il tempo ho capito che non dovevo scegliere: ho potuto ritrovare la mia femminilità senza rinunciare alla passione per la cucina, accettando che entrambe fanno parte di me. Oggi poter esprimere questi due aspetti significa sentirmi finalmente completa e fedele a chi sono davvero.”

Dare voce alla propria storia: perché hai scelto di esporti pubblicamente? Hai partecipato a interviste radiofoniche, collaborato con giornali e magazine, preso parte a mostre fotografiche e scritto un libro. Raccontare pubblicamente la tua storia di bullismo, disturbi alimentari e rinascita richiede un grande coraggio. Cosa ti ha spinto a esporti in questo modo? E che effetto ha avuto su di te condividere il tuo vissuto con gli altri? Hai ricevuto riscontri da persone che si sono riconosciute nella tua esperienza?
“Ho scelto di espormi pubblicamente perché sentivo il bisogno di dare voce alla mia storia e far capire che anche dalle esperienze più difficili si può rinascere. Raccontarmi non è stato un problema, ma un modo per trasformare il dolore in forza e trasmettere coraggio a chi si sente bloccato. Condividere il mio vissuto mi ha resa più consapevole e libera. I riscontri ricevuti da persone che si sono riconosciute nella mia esperienza, e che hanno visto nella mia storia forza e determinazione, mi hanno confermato che nulla può davvero fermarci se troviamo il coraggio di ripartire.”

Il volontariato come atto di cura verso sé stessi e gli altri: perché è così importante per te? Una parte significativa del tuo percorso è dedicata al volontariato: dall’adozione a distanza di una bambina del Ghana alla donazione dei capelli per donne malate di tumore, dalla collaborazione con Save the Children al servizio civile. Hai detto che il volontariato “ti riscalda il cuore” e ti aiuta tantissimo. In che modo aiutare gli altri ti ha aiutata a guarire te stessa? E cosa diresti ai giovani per sensibilizzarli sull’importanza del volontariato, che secondo te è poco sentito nella tua zona?
“Il volontariato è importante per me perché, come mi ha insegnato mia nonna, aiuta a guardare oltre se stessi. Aiutare gli altri come ad esempio dall’adozione a distanza, al servizio civile, alle donazioni per donne malate e Save the Children mi hanno permesso di guarire anche dentro, trovando senso e gratitudine nella mia vita. Ai giovani direi che provare il volontariato non è per tutti, richiede impegno e sensibilità, ma può davvero aprire il cuore e insegnare valori che durano per sempre.”
- Immagine di copertina: “Foto archivio personale [Alessia Trinca]”
- Credit Photo interne all’articolo: Ermes Tazzari (@ermestazzari.fotografo)
- Profilo ufficiale Alessia qui: https://www.instagram.com/__josettee_/
- Profilo ufficiale cucina: https://www.instagram.com/atelier_dei_gusti/

La redazione di Dojo Donna è composta da un gruppo di professionisti appassionati di benessere femminile. Attraverso articoli, interviste e approfondimenti, il nostro obiettivo è promuovere l’empowerment femminile, la crescita personale e il benessere fisico e mentale. Unendo tradizione e innovazione la redazione di Dojo Donna si impegna a creare uno spazio inclusivo e stimolante per tutte le donne.
