Secondo il tuo profilo su LinkedIn, hai condotto diversi programmi radiofonici come “Molly Beat” su Radio Gela Express e “Richiestissima” su Radio Rete Centrale Caltagirone, con uno “Spazio Interviste” dedicato ad artisti emergenti e big. Come descriveresti il rapporto che si crea tra te, la voce radiofonica, e il pubblico che ti ascolta dall’altra parte? Quanto è importante per te sentire il feedback degli ascoltatori nella tua crescita professionale?
“Credo fermamente che il pubblico sia l’unico vero protagonista. Chi sta al microfono è prima di tutto, al servizio dell’ascoltatore (o dello spettatore, nel caso di eventi live). Come speaker, agiamo da mediatori: abbiamo la grande responsabilità non solo di ciò che diciamo, ma soprattutto del modo in cui lo veicoliamo. In radio accade un piccolo miracolo: entri nelle case, nelle auto, nei negozi delle persone, nei silenzi della solitudine oppure siamo li a rafforzare grazie alla musica e alle voci degli artisti momenti di felicità, informiamo, consigliamo, coinvolgiamo e si creano dei legami con l’ascoltatore che restano con te per la vita. Non lavoro in radio al momento ma i miei amici radiofonici non mi hanno mai abbandonata, con molti siamo rimasti in contatto ed è nata una bella amicizia anche se epistolare ma in questo i social ci hanno aiutato ad accorciare le distanze e si sono creati legami davvero speciali. Oggi non è affatto scontato che ti ‘lascino la porta aperta’, ed è per questo che il rapporto deve basarsi sulla fiducia e sull’autenticità. Questa esperienza mi ha insegnato ad arrivare a un pubblico estremamente attento, composto spesso da persone che, non potendo uscire di casa, vivono e viaggiano attraverso l’ascolto. Per loro, la radio non è solo sottofondo, ma una finestra sul mondo e una compagnia essenziale e questo mi ha motivato di più nell’impegno del mio lavoro. Ti racconto un aneddoto: tanto tempo fa sono andata in radio, ma non stavo bene, avevo i miei pensieri che nel nostro settore siamo abituati a lasciare a casa e nonostante mi sia sforzata di essere la Molly radiofonica di sempre, diversi ascoltatori in privato con discrezione mi hanno scritto: che succede Molly? La voce per un orecchio attento vale più di mille occhi. La radio insegna molto. Ho sempre preferito la diretta alla post produzione perchè il feedback è vitale. Mi aiuta a restare coi piedi per terra e a capire se sto centrando l’obiettivo. In sintesi, tutti cerchiamo — io per prima — una voce che non sia ‘costruita’, ma qualcuno che sappia ascoltare tanto quanto sa parlare.”

Hai ideato, realizzato e montato il format web “Fermata Obbligatoria” su YouTube, in replica su Sestarete Catania, definendolo “un contenitore di musica, danza, fotografia” e una “vetrina di tutte le espressioni artistiche” rivolta ai talenti siciliani e non solo. Quanto è stato importante per te creare uno spazio che desse voce ad altri artisti? Credi che il pubblico abbia un ruolo attivo nel determinare il successo di chi si esibisce?
“L’idea è mia certo ma in realtà, nessun progetto nasce da solo per cui a capo di questo progetto ci tengo a dire che ci sono altre due figure di questo format, mio marito Haller Tornello e Piero Coffano oggi un bravissimo Direttore artistico che stimo molto, a queste bella esperienza si affiancano tutti i ragazzi che ne hanno fatto parte e che nel tempo hanno avuto anche loro dei programmi studiati a posta per evidenziare le loro qualità. Un format laboratorio che non solo ha dato voce agli artisti emergenti nei vari ambiti artistici ma che a sua volta ci ha dato la possibilità di scommetterci in un momento dove il format web non era neanche pensato, oggi e normalità. Per rispondere alla seconda domanda, anche se rischio di ripetermi con certezza posso dire che il pubblico è l’unico vero e assoluto motivo di timore per un artista qualunque sia il suo ruolo, il pubblico è ispirazione, sudore, adrenalina, gioie e sconfitte. Quindi consiglio di evitare di accanirsi con i colleghi per screditarli piuttosto consiglio di dialogare con il pubblico, perché è il pubblico che decide e percepisce quanto artisticamente vali.”

Lavori in un settore, quello della radio e del voice-over, storicamente dominato da voci maschili. Quali ostacoli hai incontrato nel tuo percorso professionale in quanto donna? Hai mai sentito di dover dimostrare qualcosa in più rispetto ai tuoi colleghi uomini per ottenere gli stessi riconoscimenti?
“Lavoro in un settore, quello della radio e del voice-over, storicamente dominato da voci maschili. Oggi la voce femminile è molto ricercata, quasi a voler bilanciare questo passato; tuttavia, nel mio percorso ho notato un paradosso: mi sono spesso ritrovata a condurre da solista. La prima esperienza in radio non si scorda mai. Ricordo che quando sbagliavo qualche passaggio, il “Capitano” come lo chiamo tuttora poiché è rimasta una grande stima mi diceva simpaticamente di fare dieci flessioni, e io ridevo di gusto. Ma c’è un ricordo che porto nel cuore con particolare emozione: ogni giorno aspettavo con gioia la compagnia di suo figlio perché sapevo che se non riuscivo a trovare un brano, era lui ad aiutarmi. Detto così sembra un gesto comune, ma lui non era solo “dall’altra parte” della consolle: era su una carrozzina. Era uno speaker seduto sul lato sbagliato della scrivania; quel posto spettava a lui, non a me. Non ho mai incontrato, fino ad oggi, un maestro migliore: un vero Angelo degli speaker. Per quanto riguarda gli ostacoli, devo essere onesta: a volte le difficoltà maggiori non sono arrivate dagli uomini, ma da una competizione femminile non sempre sana, dove la solidarietà veniva meno proprio quando sarebbe stata più necessaria. Sul dover dimostrare “qualcosa in più”, credo che nessun professionista dovrebbe mai adagiarsi. Fare bene deve essere l’obiettivo di tutti, indipendentemente dal genere, e per dare il meglio è fondamentale non smettere mai di studiare. Tuttavia, persiste ancora un pregiudizio sottile: la donna viene spesso percepita come un “decoro”, come se il suo reale contenuto o nel mio caso specifico, la sua voce non avesse abbastanza valore intrinseco. Essere donna, oggi, significa lottare affinché la preparazione e la sostanza prevalgano sempre sull’apparenza.”

Tra i tuoi progetti figura anche “Breaking Silences”, descritto come una “puntata dedicata” secondo quanto riportato nel tuo profilo LinkedIn. Puoi raccontarci di cosa si tratta e quale messaggio hai voluto veicolare con questo format? È collegato in qualche modo ai temi della violenza di genere o del dare voce a chi non ce l’ha?
“Breaking Silences” nasce come uno dei progetti di “Fermata Obbligatoria”. Sentivamo di avere tra le mani uno strumento potente, come la radio, il web era ed è una vera finestra sul mondo se utilizzata in modo giusto poteva essere e può essere un ottimo alleato, abbiamo capito che il tema della violenza di genere aveva, e ha tuttora, un disperato bisogno di essere veicolato. Tuttavia, volevamo farlo con estrema cura, coinvolgendo persone che avessero le competenze giuste per accendere i riflettori in occasione della Giornata Nazionale. Il titolo stesso, “Rompere i silenzi”, è un invito alla riflessione. I media ci raccontano ogni giorno storie drammatiche, ma il vero pericolo spesso si consuma nel silenzio della porta accanto, lontano dai titoli dei giornali. Educare al rispetto è la nostra sfida più grande: un tentativo di cambiare i modi di pensare e di vivere il quotidiano, abbattendo pregiudizi e differenze. È stato un progetto che ha richiesto un immenso lavoro di squadra e di cui vado molto fiera. Pensa che la sigla l’ho scritta io: non sono una cantante, ma ci tenevo profondamente a dare un messaggio forte anche attraverso la musica. Per questo devo ringraziare MelienDam, compositore e cantante, per avermi aiutato a realizzarla, e Luana Amadore, che ne ha tradotto il testo in inglese e ha messo a disposizione le sue opere artistiche per il video. È proprio grazie a queste collaborazioni che siamo riusciti a dare voce a chi, troppo spesso, non ne ha.”

Il tuo cognome Narciso, richiama inevitabilmente il mito greco che in tempi recenti è stato spesso utilizzato per parlare di dinamiche tossiche nelle relazioni e di violenza psicologica. Hai mai riflettuto su questo parallelismo? Come donna che lavora con la comunicazione e che ha creato format come “Breaking Silences”, quale pensi sia il ruolo dei media nel sensibilizzare sul tema della violenza di genere?
“Narciso è proprio il mio cognome, mentre Molly è il mio nome d’arte. Tuttavia, ho riflettuto molto sul peso di questo nome: oggi il “narcisista” è identificato come l’essere umano che mette se stesso al di sopra di tutto e tutti, un manipolatore egoista capace di annientare l’autostima di chi gli sta accanto. Il mio consiglio a chi legge: restate lontani da chi manifesta queste caratteristiche. Se invece guardiamo al mito greco, il mio cognome si lega al concetto di vanità. Credo che ognuno di noi ne possieda un pizzico: se equilibrata, la vanità rafforza la nostra autostima e ci permette di sentirci in armonia con gli altri. Il problema sorge quando questa si trasforma in patologia e sopraffazione. In questo contesto, la comunicazione ha un impatto enorme. È fondamentale parlarne, ma è altrettanto importante riflettere su come lo si fa. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro ogni vittima ci sono orfani e genitori che portano addosso un dolore lacerante; persone che, oltre al lutto, spesso devono subire anche il peso del giudizio sociale. Il ruolo dei media deve essere quello di informare con estremo rispetto, trasformando la cronaca in educazione e la voce in uno scudo per chi è rimasto solo.”

Dopo aver conseguito la Laurea di 2° livello in Graphic Design e Comunicazione d’Impresa nel 2013 e aver costruito una carriera poliedrica tra radio, doppiaggio, presentazione e format web, quali sono i tuoi prossimi obiettivi? E quale messaggio vorresti condividere con le giovani donne che, come te, vogliono farsi strada in un settore artistico e comunicativo?
“Dopo la laurea in Graphic Design e Comunicazione d’Impresa e gli anni vissuti tra la radio e le presentazioni nelle piazze, ho capito una cosa fondamentale: non riesco a stare lontana dal pubblico e dalla comunicazione intesa nel suo senso più ampio. Tutte queste esperienze mi hanno spinta a studiare e approfondire costantemente per migliorarmi. Recentemente, ho scoperto quanto sia vasto e affascinante il mondo del voice-over e così non mi sono fatta mancare un bel corso di doppiatore – attore, sviluppando un amore profondo per la lettura interpretativa. Oggi ho il mio studio personale e mi sto dedicando anima e corpo a questo, affinando la mia voce come uno strumento di precisione. Tuttavia, conservo un sogno nel cassetto: realizzare una quarta edizione di “Fermata Obbligatoria” insieme ai miei storici compagni di viaggio, quelli che ci hanno creduto veramente fin dall’inizio. Vorrei far rivivere quel format per condividere nuove emozioni e, soprattutto, per dare spazio e voce ai talenti emergenti. Alle giovani donne, ma anche a chi è meno giovane, perché non esiste un limite d’età per realizzare i propri sogni, dico di provare sempre, fino allo sfinimento, per non avere rimpianti. Credete in voi stesse: troverete sicuramente chi vi prenderà per matte, ma non lasciatevi intimorire. Specialmente alle più giovani, consiglio di non lasciarsi abbagliare dalle scorciatoie: approfondite, studiate e non abbattetevi se i risultati non arrivano subito. Continuate a insistere, a mettervi in gioco, a spedire demo e a bussare alle porte per proporvi. La preparazione è l’unica base solida su cui costruire una carriera duratura. Abbiate il coraggio di essere sostanza in un mondo che spesso si accontenta della superficie. Qualunque sia il vostro sogno, non permettete mai a nessuno di silenziarlo.”
Link utili:
- Instagram: https://www.instagram.com/mollynarciso_speakeradiomatta/
- Facebook: https://www.facebook.com/molly.narciso
- WebTV: https://www.facebook.com/webtivufermataobbligatoria
- Download App Favole, fiabe e filastrocche: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.favoleracconti.soniaemolly
Ringraziamenti da parte di Molly:
Colgo l’occasione per rivolgere dei ringraziamenti non scontati a tutte le persone che mi sono sempre state vicine e che hanno creduto in me, sia nel lavoro che nella vita prima e oggi sappiate che non mi dimentico mai da dove sono partita grazie a tutti gli amici che mi hanno fatto lavorare e mi hanno dato fiducia.
Grazie a :
Mio Marito: il primo a spronarmi e a non farmi scoraggiare, specialmente nei momenti più bui. Franco Cardello e famiglia: per avermi aperto le porte del mondo radiofonico. Christian Sciascia, il mio magnifico Direttore Artistico. Estendo il mio grazie a tutti i direttori con cui ho collaborato. Grazie a Maria Tirantola, la mia amica di sempre. Barbara Bert una cantante che mi ha incantata con la sua voce durante un’intervista, diventando poi una cara e leale amica. (Grazie a lei ho avuto l’opportunità di conoscere questa redazione e di potermi esprimere con voi lettori). Grazie Cristina Brezza e a tutte le donne che lottano con coraggio insomma un elenco lunghissimo di amici che sono entrati nel mio cuore per non uscirci più tra cui il grande Pino Scotto, gli amici di Niscemi e l’associazione Not Another che in questo momento stanno attraversando un momento difficile, anche qui dovrei dilungarmi per cui fermatemi. Grazie a tutti i colleghi leali di palco e radiofonici, con la quale ho condiviso momenti indimenticabili e alla quale auguro di fiorire sempre, grazie, grazie anche a tutte quelle persone e artisti che ho incontrato nel mio cammino e che hanno alimentato in me il senso della passione, l’amore e il rispetto per il mio lavoro insegnandomi e ispirandomi. Un ringraziamento speciale va a chi mi ha dato fiducia affidandomi la responsabilità del proprio lavoro, ma anche a chi non mi ha reso le cose facili perché è proprio da quelle esperienze che, senza volerlo, sono uscita più forte. Infine, grazie al mio pubblico, a tutto il team di Dojoblog e al Cofounder della ReadMore ADV Stefano Pierro per la professionalità con cui ha gestito questa intervista. Cari lettori se avete voglia di sostenermi in un nuovo progetto, vi invito a scoprire su YouTube il mio nuovo format in progress: si chiama Movi-Movip, con le riprese di Pierangelo Mancuso, che ringrazio pubblicamente. https://youtu.be/6K1I5hwSe5I?si=MAhTN3JFHagi1aUZ
Spero di incontrarvi nel mio cammino. Vi abbraccio tutti e vi lascio con il mio super motto: Buon Sorriso!

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