Dalla Lombardia al palcoscenico: Paola Belloni racconta 50 anni di musica, televisione e spettacolo

Paola Belloni è una cantante, conduttrice televisiva e stage coach con una carriera che abbraccia quasi cinque decenni nel mondo dello spettacolo. Nata nelle vicinanze di Milano, si trasferisce presto in Toscana dove inizia il suo percorso artistico a soli 4 anni cantando in un coro di bambini. La sua formazione comprende studi di canto, pianoforte, ballo liscio e latino-americano, danza classica, jazz e contemporanea. 

La svolta arriva nel 1979 con la partecipazione al “Disney Festival” all’Arena di Verona trasmesso dalla Rai, seguita da numerose partecipazioni a concorsi nazionali “Il Talentiere”, “Ambrogino d’oro”, “Premio Rino Gaetano”, “Festival degli sconosciuti “ di Ariccia, Festival di Castrocaro e trasmissioni televisive di prestigio come “Buona Domenica” con Maurizio Costanzo, “Miss Italia nel Mondo” su Rai 1 e “La Vita in diretta” su Rai 2.

Nel 1985 viene prodotto il suo primo LP ‘Paola Belloni 1985’, che ottiene molto successo anche all’estero al punto che, data l’enorme richiesta sui vari siti di vendita di vinili per collezionisti, la Sound Metaphors, etichetta discografica tedesca specializzata nel settore, ne propone una ristampa nel 2023. 

Dal 1990 collabora artisticamente con Luciano Nelli, esibendosi nei migliori locali in Italia e all’estero, e conducendo programmi di intrattenimento musicale, come l’attuale “Ritornelli”, trasmessi su Sky e su diverse emittenti regionali.

Laureata in lingue con 110 e lode all’Università di Firenze con una tesi su Giuseppe Giusti, Paola è anche autrice di un libro pubblicato dalla casa editrice Aracne. 

Attualmente risiede in Toscana e continua la sua attività tra musica dal vivo, registrazioni di jingles pubblicitari per note aziende multinazionali, conduzione di eventi, televisione e coaching vocale.

Secondo la biografia la tua carriera è costellata di partecipazioni a eventi dal vivo, dai concorsi negli anni ’80 alle attuali serate da ballo. Cosa rappresenta per te il pubblico e come descriveresti il rapporto con chi ti sostiene da oltre 40 anni? 

“Il pubblico è fonte inesauribile di energia per chi fa questo lavoro, nonché destinatario e fruitore del messaggio artistico che si vuole trasmettere. Al termine di un’esibizione, sentire che si è arrivati al cuore degli spettatori è l’immensa soddisfazione che ripaga di tutte le fatiche e i sacrifici. L’applauso è la più bella forma di gratificazione.”

Da molti anni conduci insieme a Luciano Nelli, noto artista di fama internazionale, programmi televisivi di intrattenimento musicale, dal 2018 “Ritornelli”, trasmesso su Sky e varie emittenti regionali, con rubriche come “Vita è cantare” dove cantate a cappella successi italiani o “Conosciamoli meglio” dove intervistate gli ospiti. Un sodalizio, il vostro, che funziona da ben 36 anni, cosa rara nel mondo artistico… Come è nato questo progetto e quale ruolo ha nella valorizzazione delle orchestre di musica da ballo italiane?

“La collaborazione con Luciano è da sempre basata sulla reciproca stima artistica e sul rispetto, elementi fondamentali per le relazioni durature. “Ritornelli”, come gli altri programmi che abbiamo condotto insieme, è nato per accontentare quella larga fascia di spettatori che amano l’intrattenimento semplice e vero, che regali spensieratezza e che faccia ascoltare e vedere dell’ottima musica (così ci dicono…). Il programma quindi, diventa, un veicolo per lanciare nuovi artisti e nuove produzioni grazie alle numerose edizioni musicali che credono nel nostro operato.”

Credit foto a cura di: PH Pluto

La tua biografia evidenzia che ti sei laureata in lingue con 110 e lode all’Università di Firenze, discutendo una tesi su Giuseppe Giusti che poi è diventata un libro edito da Aracne. Come hai conciliato gli studi universitari con l’intensa attività artistica? Quanto ha influito la formazione culturale sulla tua carriera di cantante e conduttrice?

“Lo studio ha sempre avuto un ruolo preponderante nella mia vita, sin dalle scuole elementari. I miei genitori, soprattutto mio padre, mi hanno permesso di dedicarmi alle lezioni di canto, pianoforte e danza a patto che il rendimento scolastico non ne fosse penalizzato. E così ho fatto, superando ogni ciclo di studi col massimo dei voti fino alla laurea, conseguita nonostante l’intenso lavoro con l’orchestra in giro per l’Italia e l’Europa, preparando gli esami anche durante i viaggi e il montaggio e lo smontaggio degli strumenti. Ritengo che l’istruzione, la conoscenza in primis dell’italiano e delle lingue straniere ed una buona dizione, siano basilari nel nostro lavoro, soprattutto se si vuole performare anche all’estero e cantare in altre lingue.”

Nelle note che mi sono state fornite per questa intervista, ti definisci “una perfezionista potente”. Cosa significa per te questa definizione? In che modo il perfezionismo influenza il tuo lavoro come cantante, conduttrice e stage coach?

“Il perfezionismo è una dote ma anche un ‘pesante fardello’ che inevitabilmente porta ad essere molto esigenti ed ipercritici verso se stessi e verso gli altri. Per natura non sono mai completamente soddisfatta di ciò che faccio, nonostante gli apprezzamenti altrui. Mi preparo minuziosamente, per esempio, ogni volta che devo intervistare qualcuno, di qualsiasi livello artistico sia, scaricando la biografia e informandomi sui suoi trascorsi in modo da fare domande mirate o quando imparo un nuovo brano per cercare, comunque, di ‘renderlo mio’. Allo stesso modo, in accademia, dai miei allievi pretendo serietà e impegno perché ogni esibizione sia fatta al massimo delle potenzialità di ognuno, restando però sempre fedeli alla propria identità artistica.” 

Credit Foto a cura di: Canzio Nelli

Come si legge sul tuo sito ufficiale www.paolabelloni.it, nell’ottobre 2023 l’etichetta discografica tedesca Sound Metaphors ha ristampato il tuo LP “Paola Belloni 1985” per la grande richiesta dei collezionisti di vinili, mentre ad agosto 2023 è uscito il videoclip “Lo sguardo degli amanti” e a gennaio 2025 “L’amore eterno”, due produzioni nuove che hanno registrato migliaia di visualizzazioni. Come vivi questo rinnovato interesse per il tuo repertorio storico e quali sono i tuoi progetti futuri nel panorama musicale contemporaneo?

“Essere stata contattata dall’etichetta Sound Metaphors per la ristampa del mio LP, ritenuto un raro e quindi assai costoso pezzo per i collezionisti di vinili degli anni ‘80, mi ha fatto un enorme piacere, non solo per il ritorno economico delle royalties ma soprattutto perché mi sono sentita testimone della musica italiana che in quegli anni che ha registrato livelli di gradimento elevatissimi in tutto il mondo. Dopo decenni di calo delle vendite discografiche, forse oggi si intravede una ripresa del mercato musicale ma, a parte qualche raro caso, le donne vendono molto meno degli uomini quindi si tende a fare uscire singole produzioni supportate da videoclip, da pubblicare su tutte le piattaforme. Sentendomi molto più  interprete che cantautrice, perché amo occuparmi dei testi più che delle melodie (ritengo che tutti non si possa fare tutto e farlo bene!), scelgo accuratamente i brani che mi vengono proposti purché parlino dell’amore, in tutte le sue sfaccettature. Gli ultimi due, firmati ISI Produzioni di Mario Fabiani ed edizioni Pole Position, mi sono piaciuti da subito: bei testi, melodie accattivanti, che rimangono in mente, questo è ciò che conta, proporre motivi che la gente può subito ricantare.”

Credit foto a cura di: Mario Fabiani

Paola, la tua carriera quasi cinquantennale nel mondo dello spettacolo ti ha vista affrontare sfide, trasformazioni del settore musicale e televisivo, e reinventarti più volte mantenendo sempre la tua identità artistica. Qual è il messaggio che vorresti lasciare alle donne che leggono Dojo Donna? Cosa hai imparato in questi anni che ritieni possa essere d’ispirazione per chi insegue i propri sogni, artistici o professionali?

“Le sfide le affronto ogni giorno mandando avanti la fattoria che mio padre ha costruito con fatica e passione e alla quale, oltre a dirigere una nota industria calzaturiera, ha dedicato gran parte della sua vita. Porto avanti con orgoglio la sua eredità, occupandomi degli animali (galline, conigli, un’asina e 2 cani) e producendo olio. Mi dispiace solo che lui non possa vedere come tutto il suo lavoro sia diventato adesso. Lo spettacolo è per me fonte di gioia, non sento il peso delle poche ore di sonno, dei viaggi e della vita sregolata. Mi guardo allo specchio e sono fiera di essere cresciuta sì, ma sempre rimanendo fedele a me stessa, nel look e soprattutto nei principi. Così dovrebbe fare chiunque abbia sogni da realizzare. Impegnarsi, studiare, pretendere il meglio da sé ma rimanere sempre coi piedi per terra per continuare a ‘riconoscersi’, comunque vadano le cose”

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