Alice Capelli: “Credere in se stessi anche quando gli altri non lo fanno”

Disciplina, costanza, sacrificio e soprattutto la capacità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando i risultati sembrano lontani.

Alice Capelli ha trasformato il bodybuilding in qualcosa che va ben oltre l’allenamento e la ricerca di una forma fisica. Laureata in Scienze Motorie, personal trainer e coach online, ha costruito negli anni un percorso nel quale sport, crescita personale e professione si sono intrecciati fino a portarla sul palcoscenico internazionale.

Nel 2025 ha vissuto una stagione agonistica straordinaria: sei gare, sette apparizioni sul palco, risultati mai inferiori al secondo posto e, soprattutto, la conquista in Germania del titolo di Campionessa Europea e della Pro Card, che le ha permesso di compiere il passaggio dal percorso amatoriale al professionismo.

Attraverso il suo canale YouTube racconta anche ciò che spesso rimane lontano dai riflettori: mesi di preparazione, allenamenti, alimentazione controllata, momenti difficili e quella forza mentale indispensabile per continuare.

Abbiamo incontrato Alice per Racconta la tua storia, il format di DojoBlog dedicato alle persone e alle esperienze capaci di lasciare un messaggio.

Alice, hai detto che non sei stata tu a scegliere il bodybuilding, ma che è stato il bodybuilding a scegliere te. In che modo questa disciplina ti ha trasformata, soprattutto mentalmente?

“Il bodybuilding è prima di tutto una disciplina mentale. Richiede certamente sforzo fisico e tanti sacrifici, ma soprattutto tenacia, costanza e determinazione. In altri sport il risultato può essere immediatamente misurabile: nei 100 metri, ad esempio, chi arriva per primo vince. Nel bodybuilding è diverso. Puoi allenarti per un mese, due, tre o quattro e avere inizialmente la sensazione di non ottenere nulla. Devi continuare a coltivare quello che stai costruendo e avere pazienza. Per questo considero il bodybuilding più simile a una maratona che a uno sprint. Devi trovare la forza di continuare anche quando ti sembra di non vedere risultati e sei consapevole che probabilmente questo sport non ti restituirà mai completamente tutto quello che gli dai. Per andare avanti deve quindi esserci una vera passione. È un concetto che vale anche per chi semplicemente comincia ad allenarsi in palestra: spesso, se dopo un mese non vede i risultati che immaginava, pensa che non ne valga più la pena. Nel bodybuilding agonistico questa capacità di aspettare e perseverare diventa ancora più importante.”

Nel 2025 hai vissuto una stagione agonistica molto importante, culminata con il titolo europeo. Cosa hai provato quando tutti quei sacrifici si sono trasformati in un risultato concreto?

“È stata una stagione davvero importante. Ho partecipato a sei gare, per un totale di sette uscite sul palco, perché durante una competizione ho gareggiato due volte. In tutte queste occasioni non sono mai andata oltre il secondo posto. La stagione si è poi conclusa a novembre, in Germania, con la vittoria del titolo di Campionessa Europea. Durante quella competizione sono riuscita anche a conquistare la Pro Card, che nel nostro ambiente rappresenta il passaggio dal percorso amatoriale al professionismo. Per moltissime persone che iniziano a praticare bodybuilding a livello agonistico questo rappresenta uno dei grandi obiettivi da raggiungere. Non è stato semplice. Durante la preparazione ho avuto anch’io momenti difficili, dubbi e ripensamenti. Ci sono periodi nei quali le calorie diventano molto basse, si mangia poco e contemporaneamente bisogna continuare ad allenarsi mantenendo costanza, frequenza e intensità. E nel frattempo continua naturalmente anche la vita quotidiana: bisogna lavorare, gestire i rapporti sociali e tutto il resto. Per questo torno sempre sullo stesso concetto: il bodybuilding richiede tantissima forza mentale.”

Credi foto: @wnbf.wd

Nei tuoi contenuti racconti anche mesi di dieta e allenamenti molto rigorosi. Come si mantiene alta la motivazione quando i risultati richiedono tempo?

“È uno degli aspetti sui quali insisto maggiormente anche con le mie clienti. Lavorando sia come personal trainer in presenza sia come coach online, seguo prevalentemente donne e cerco sempre di affrontare fin dall’inizio il problema delle false aspettative. Per come intendo il mio lavoro, un percorso deve essere prima di tutto sostenibile nel lungo periodo. Potrei promettere a una persona di perdere cinque chili in un mese, ma da professionista e da atleta conosco ciò che un dimagrimento molto rapido comporta e non è il tipo di percorso che voglio proporre. Preferisco educare le persone alla pazienza e alla sostenibilità. Se una cliente mi dice di voler perdere dieci chili, la prima cosa che faccio è spiegarle che l’obiettivo può essere raggiunto, ma probabilmente non accadrà il mese successivo. Non bisogna avere fretta. Il rischio delle aspettative irrealistiche è quello di riuscire a seguire un programma molto rigido per uno, due o tre mesi e poi abbandonare completamente. Che si tratti di bodybuilding agonistico o semplicemente del desiderio di migliorare il proprio fisico e adottare uno stile di vita più sano, servono sempre costanza, pazienza e tempo.”

Lavori soprattutto con le donne. Qual è il falso mito sull’allenamento femminile che vorresti eliminare definitivamente?

“Sicuramente la paura dei pesi. È ancora molto diffusa l’idea che una donna, iniziando ad allenarsi seriamente con i pesi, possa diventare improvvisamente troppo muscolosa o “mascolina”. Molte nuove clienti, quando mi raccontano i loro obiettivi, prima ancora di cominciare mi dicono: “Però non voglio diventare grossa”. Qualcuna mi ha persino detto: “Non voglio diventare come te”. Io ho deciso di prenderlo come un complimento! Ma la realtà è molto diversa. Se bastasse semplicemente allenarsi con i pesi per sviluppare una grande massa muscolare, probabilmente io stessa non avrei bisogno di fare tutta la fatica richiesta dalla preparazione agonistica. Uno dei miei obiettivi come professionista è quindi anche educare le persone e aiutarle a superare questi falsi miti che, incredibilmente, esistono ancora nel 2026. Allenarsi con i pesi non significa perdere la propria femminilità.”

Da personal trainer e coach accompagni altre persone nel loro percorso di miglioramento. Che sensazione provi sapendo di avere una responsabilità così importante?

“La prima cosa che sento è proprio una grande responsabilità. La considero un peso, ma nel significato positivo del termine. Quando una persona decide di affidarsi a me, sono consapevole di avere a che fare con il suo corpo e soprattutto con la sua salute. Il mio percorso di laurea mi ha permesso di studiare discipline come anatomia e fisiologia umana e questo mi ha dato ancora maggiore consapevolezza della responsabilità che abbiamo come professionisti. Quando seguo una donna, inoltre, esistono aspetti particolari da considerare. Le basi dell’allenamento possono essere simili tra uomo e donna, ma il corpo femminile presenta delle complessità ulteriori, anche dal punto di vista ormonale. Per questo, prima di prendere una decisione o modificare qualcosa nel percorso di una persona, ci penso sempre molto. Devo essere realmente convinta di ciò che sto consigliando. Non voglio mai prendere alla leggera il fatto che qualcuno mi abbia affidato il proprio percorso.”

Credi foto: @wnbf.wd

I social network sono diventati importanti anche per il tuo lavoro. Che rapporto hai con questo mondo?

“Direi un rapporto abbastanza conflittuale. Dal punto di vista professionale so perfettamente quanto siano importanti. Occupandomi anche di coaching online, inevitabilmente un professionista capace di comunicare bene il proprio lavoro attraverso i social riesce a raggiungere più persone e potenzialmente anche ad avere più clienti. Sono quindi consapevole che dovrei impegnarmi maggiormente, creare più contenuti e raccontare di più quello che faccio. Il problema è che caratterialmente non è qualcosa che mi viene particolarmente naturale. Recentemente avevo iniziato a pubblicare di più, ma sentivo che in parte mi stavo imponendo di farlo perché sapevo che professionalmente sarebbe stato utile. Mi viene più spontaneo utilizzare i social in maniera personale e leggera. Quindi sì, conosco perfettamente la loro importanza e so che oggi fanno la differenza, ma posso ammettere tranquillamente di non essere una persona particolarmente “social”. Probabilmente dovrò impegnarmi un po’ di più!”

Ogni storia può diventare un’ispirazione. Qual è il messaggio che vorresti lasciare a chi sta cercando la propria strada?

“Posso rispondere partendo proprio dalla mia esperienza. Sono riuscita a raggiungere determinati risultati perché ho continuato a credere in quello che volevo fare, nelle mie capacità e nelle mie potenzialità, anche quando altre persone non ci credevano. Naturalmente anch’io ho avuto dubbi e in alcuni momenti mi sono lasciata influenzare dal giudizio degli altri. Prima di trovare il bodybuilding avevo provato diverse esperienze sportive senza riuscire a sentirmi completamente a mio agio. Continuavo a cercare qualcosa che potesse essere realmente la mia strada. Quando ho pensato di averla finalmente trovata, ho incontrato anche persone molto conosciute e rispettate nell’ambiente che mi hanno detto che probabilmente non ero portata per questo sport e che avrei dovuto fare altro. Quando una persona autorevole ti dice qualcosa del genere, inevitabilmente inizi a dubitare di te stessa. Ma io continuavo a crederci. Ho deciso di andare avanti, ho incontrato altre persone che invece hanno creduto nelle mie possibilità e questo mi ha aiutata a credere nuovamente ancora di più in me stessa. Alla fine sono arrivati anche i risultati. Per questo vorrei che la mia storia potesse trasmettere soprattutto un messaggio: continuare a perseguire ciò in cui si crede senza lasciarsi condizionare troppo dal giudizio degli altri. Se qualcuno ti dice che quella non è la tua strada, non significa necessariamente che sia vero. Forse in quel momento sei semplicemente nel posto sbagliato, con la persona sbagliata o stai percorrendo quella strada nel modo sbagliato. Poi puoi incontrare le persone giuste, trovare il percorso giusto e arrivare nel momento giusto. E tutta la storia può cambiare. La parola chiave, per me, è una sola: crederci.”

La storia di Alice Capelli racconta così qualcosa che va oltre il bodybuilding. Parla di quella fase nella quale lavoriamo per un obiettivo senza riuscire ancora a vederne i risultati. Della capacità di aspettare. Del coraggio di continuare nonostante il giudizio degli altri. E soprattutto dell’importanza di trovare una strada nella quale riconoscersi davvero. Perché, nello sport come nella vita, non tutti i risultati arrivano immediatamente.

A volte serve semplicemente continuare a crederci.

Official Instagram: https://www.instagram.com/alice.capelli_wnbfpro/

Youtube Canale: https://www.youtube.com/@AliceCapelliCoach

Credit Photo: https://www.instagram.com/wnbf.wd

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