Quando un’occasione inaspettata diventa il coraggio di mettersi in gioco

A volte i cambiamenti più significativi non nascono da una decisione programmata. Non c’è necessariamente un progetto preciso, un obiettivo studiato a tavolino o la volontà di trasformare la propria vita. A volte basta un’occasione, un piccolo gesto nato quasi per caso, per scoprire una parte di sé che fino a quel momento era rimasta in secondo piano.

È quello che è successo a Simona Santarini, 52 anni, di Rimini. Una vita normale, un lavoro in un negozio di scarpe, le amiche, il suo cane, la musica e una grande passione per il ballo latinoamericano.

Poi, quasi senza accorgersene, Simona si è ritrovata davanti a un obiettivo fotografico.

Tutto è iniziato per una necessità lavorativa: mostrare sui social le scarpe del negozio indossate da una persona reale, così da incentivare le vendite online. Simona si è prestata agli scatti e, dopo le prime inevitabili difficoltà, quelle fotografie hanno iniziato a trovare spazio anche sul suo profilo Instagram.

Da lì è nato qualcosa che lei stessa non avrebbe immaginato.

Il profilo ha cominciato a crescere, sono arrivati nuovi follower, apprezzamenti, commenti e proposte di collaborazione. Ma soprattutto è arrivata una maggiore consapevolezza di sé.

Per Racconta la tua storia, Simona ci racconta come un’esperienza iniziata per caso sia diventata un nuovo modo di mettersi in gioco, senza rinnegare la propria quotidianità e senza permettere all’età o al giudizio degli altri di stabilire ciò che una donna possa o non possa fare.

Credit Photo a cura di Christian di Sabatino ph

Simona, prima di entrare nella tua storia vogliamo conoscerti meglio. Chi sei nella vita di tutti i giorni e che rapporto avevi con la tua immagine prima di questa esperienza?

“Mi chiamo Simona, ho 52 anni e vivo a Rimini. Sono una donna comunissima, una persona super normale. Ho la mia routine: mi alzo la mattina, porto a spasso il cane, prendo il caffè con le amiche e vado a lavorare. Sono allegra, socievole, mi piace stare in compagnia, ascoltare musica e ballare. Amo alla follia il ballo latinoamericano perché mi fa sfogare e mi libera completamente. Trovarmi davanti a un obiettivo fotografico, però, non me lo sarei mai aspettato. Non ci avevo mai pensato, ma è successo.”

Tutto è iniziato con alcune fotografie realizzate per promuovere le scarpe del negozio in cui lavori. Come hai vissuto i primi scatti?

“All’inizio non ero assolutamente a mio agio. Ero imbarazzatissima, tanto che nelle prime foto il mio viso praticamente non si vedeva perché avevo delle espressioni davvero imbarazzanti. Poi, piano piano, continuando a scattare ho iniziato a sentirmi un po’ più a mio agio e mi sono sciolta. Da lì abbiamo continuato questo percorso per promuovere le scarpe del negozio. Oggi l’online è parte integrante del commercio e quindi abbiamo cercato di incentivarlo facendo indossare a me le scarpe e scattando le foto. Era tutto molto semplice e fatto in casa: il mio titolare scattava e io indossavo le scarpe.”

Credit Photo a cura di Christian di Sabatino ph

Quando hai capito che quelle fotografie non erano più soltanto contenuti legati al tuo lavoro?

“Inizialmente le foto venivano pubblicate solamente sulla pagina del negozio. Poi un giorno ho pensato di pubblicarle anche sulla mia pagina personale e ho visto che il profilo cominciava a crescere. È stata una cosa totalmente inaspettata, perché non avrei mai pensato di poter suscitare interesse in un mondo giovane come quello dei social. A 52 anni avevo anche il timore di poter risultare ridicola. Invece ho visto che la cosa veniva apprezzata e allora ho deciso di continuare.”

Quella che inizialmente era una semplice condivisione è diventata così una vera e propria abitudine.

“Ho continuato a scattare con le scarpe del negozio, sia a casa sia sul posto di lavoro, e a pubblicare quotidianamente. Mi sono creata una routine sui social, quasi un appuntamento. So che a una determinata ora le persone si aspettano il mio contenuto. È una cosa che continua a sembrarmi stranissima, però è successo.”

Questa esperienza ha cambiato anche il modo in cui guardi te stessa?

“Sì. Ho acquistato sicurezza, anche se in realtà una certa sicurezza l’avevo già. Direi soprattutto che ho acquistato maggiore consapevolezza di me stessa. Era forse quello che mi mancava prima. Questa consapevolezza mi ha dato una forte spinta a intraprendere una strada parallela al lavoro che già faccio. Non è un’alternativa alla mia vita o al mio lavoro, è qualcosa in più che arricchisce la mia quotidianità. E soprattutto mi diverte tantissimo.”

La crescita sui social porta con sé, inevitabilmente, anche una maggiore esposizione. Accanto ai messaggi positivi arrivano infatti critiche e giudizi.

Credit Photo a cura di Christian di Sabatino ph

Come vivi oggi l’attenzione e il giudizio delle persone sui social?

“Quando sei sui social ti metti completamente a nudo, sei esposta. Ci sono commenti piacevolissimi, ma purtroppo ci sono anche quelli negativi. Non nego di aver avuto un momento di difficoltà durante questo breve percorso e di aver pensato anche di smettere. I commenti negativi non ti lasciano completamente indifferente. Cerchi di superarli, ma qualcosa rimane e inizi a chiederti se stai facendo bene, se stai sbagliando qualcosa.”

A prevalere, però, è stata la voglia di continuare.

“Poi ci ho ragionato. Per fortuna i commenti positivi sono molti di più di quelli negativi e allora mi sono chiesta: perché devo mollare? Continuiamo e andiamo avanti.”

Come riesci a proteggere la tua autenticità dal giudizio degli altri?

“Io mi conosco e so quello che sono. Con il tempo riesco anche a distinguere quelli che secondo me sono commenti sinceri dagli altri. A un certo punto penso semplicemente: io sono questa, sono così. Se ti va bene, bene; altrimenti puoi andare oltre.”

Credit Photo a cura di Christian di Sabatino ph

A 52 anni il coraggio di osare

Uno degli aspetti più interessanti della storia di Simona riguarda inevitabilmente l’età.

In una società nella quale l’immagine femminile è ancora spesso legata a modelli molto precisi, mostrarsi, esporsi e iniziare qualcosa di completamente nuovo dopo i cinquant’anni può diventare un piccolo gesto di libertà.

Mettersi in gioco a 52 anni può essere anche un modo per superare alcuni pregiudizi legati all’età?

“Assolutamente sì. Sono convinta che non esista un’età per rimettersi in gioco o per fare qualcosa di diverso rispetto alla nostra vita normale e alla nostra quotidianità. Cinquantadue anni sono cinquantadue anni, non sono pochi, e magari qualcuno può pensare che determinate cose possano risultare ridicole. Però a un certo punto bisogna anche pensare: chi se ne frega. Le persone parlano comunque. Tanto vale fare quello che ci fa stare bene e lasciare scivolare il resto.”

Pensi che oggi una donna, anche dopo una certa età, possa permettersi di osare di più?

“Secondo me possiamo osare. È arrivato il momento di farlo. Penso e spero che quella vecchia mentalità stia piano piano scomparendo. Però un po’ dipende anche da noi: dobbiamo cercare di non avere timore di metterci in gioco. È anche un nostro compito oltrepassare quella mentalità che vorrebbe la donna di una certa età più chiusa e limitata.”

Credit Photo a cura di Christian di Sabatino ph

Le scarpe, da prodotto a simbolo di femminilità

Le scarpe sono il punto dal quale tutto è iniziato. Rimangono naturalmente un prodotto legato al lavoro di Simona, ma con il tempo hanno acquisito anche un significato diverso.

Oggi cosa rappresentano per te le scarpe? Sono ancora soltanto un prodotto oppure sono diventate anche uno strumento attraverso il quale esprimere la tua personalità?

“Rimangono innanzitutto un prodotto perché io le vendo ed è da lì che è iniziato tutto. Però sicuramente la scarpa con il tacco, in particolare, aiuta molto a esprimere la propria sensualità ed è diventata anche un simbolo importante. Io non porto tacchi tutti i giorni, però quando c’è l’occasione una bella scarpa aiuta a esprimere la propria femminilità, la sensualità e cambia anche la fisicità e il modo in cui ci si presenta.”

Una delle sorprese più grandi del suo percorso è arrivata proprio dal pubblico femminile.

Che rapporto si è creato con le donne che oggi ti seguono?

“All’inizio pensavo che avrei potuto suscitare gelosie o reazioni di questo genere, invece molte donne mi contattano per chiedermi il brand delle scarpe oppure informazioni sull’outfit che abbino. Il riscontro è stato positivo e inizialmente pensavo sarebbe successo il contrario.”

Ed è proprio parlando delle donne che Simona introduce una delle parole più significative dell’intervista: ispirazione.

“Sono una persona normalissima, con i miei difetti e con tutte le caratteristiche di una donna di 52 anni. Sono una persona comune che ha deciso di esporsi e di mettersi al centro dell’attenzione. Non voglio essere un punto di riferimento, però penso che potrei essere una piccola fonte di ispirazione per chi non si riconosce necessariamente nelle donne bellissime che vediamo sulle copertine patinate o nelle influencer perfette che troviamo sui social.”

Credit Photo a cura di Christian di Sabatino ph

Un futuro tutto da scoprire

Il percorso di Simona è iniziato senza essere programmato e anche oggi preferisce non trasformarlo in qualcosa da pianificare necessariamente.

Dove vorresti che questa esperienza ti portasse? Ci sono collaborazioni o nuovi progetti che vorresti prendere in considerazione?

“Non lo so, sinceramente. È iniziato tutto talmente per caso che non ho ancora pensato realmente a dove possa portarmi. Vivo giorno per giorno, mi diverto, pubblico e finché mi divertirò continuerò ad andare avanti.”

Qualche opportunità, intanto, è già arrivata.

“Ci sono state alcune proposte di collaborazione che al momento sto semplicemente valutando. Il lavoro nel negozio mi impegna molto, soprattutto perché si trova sul mare e siamo in piena stagione. Quando avrò un po’ più di tranquillità valuterò tutte le proposte che sono arrivate.”

Credit Photo a cura di Christian di Sabatino ph

“Non è mai troppo tardi”

La storia di Simona è nata da una semplice fotografia. Un gesto quotidiano, legato al lavoro, che lentamente ha aperto una porta verso qualcosa di nuovo.

Ed è proprio questo il messaggio con cui sceglie di concludere il suo racconto.

Cosa diresti a una donna che pensa sia ormai troppo tardi per iniziare qualcosa di nuovo?

“Può sembrare una frase fatta, ma non è mai troppo tardi. Penso che bisogna lasciare da parte i pregiudizi e le paure e, quando capita un’occasione, prenderla al volo, indipendentemente dalla paura che può farci o da quanto possa sembrare strana quella strada.”

Ma mettersi in gioco, per Simona, non significa necessariamente stravolgere la propria esistenza.

“Non dico che bisogna cambiare completamente la propria vita. Abbiamo già la nostra vita e la nostra quotidianità. Quello che arriva deve essere un valore aggiunto: continuiamo a portare avanti ciò che abbiamo, ma aggiungiamo qualcosa in più che ci fa stare bene.”

Ed è forse proprio questo il significato più autentico della sua esperienza. Non serve sempre cercare il cambiamento. A volte arriva mentre stiamo facendo qualcosa di completamente diverso. Sta poi a noi scegliere se lasciarlo passare oppure provare a seguirlo. Simona ha scelto di farlo. E quella fotografia nata quasi per caso oggi racconta una donna che, a 52 anni, ha scoperto che si può ancora sperimentare, divertirsi, esporsi e soprattutto sorprendere sé stesse.

Official Instagram page: https://www.instagram.com/simona.santarini/

Credit Photo a cura di Christian di Sabatino ph

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