Alessia Paganini si racconta con “Lasciami sospesa”: cinque canzoni per ritrovare sé stessi e imparare a rallentare

Dalle prime esperienze nel coro della chiesa ai palchi dei Seat Music Awards, passando per la passione per il pop e il desiderio di realizzare un sogno: con il suo primo EP, Alessia Paganini apre una finestra sul proprio mondo interiore e invita ad ascoltare le emozioni, lasciando per un momento da parte la frenesia della quotidianità.

Ci sono sogni che nascono durante l’infanzia, crescono silenziosamente nel tempo e aspettano soltanto il momento giusto per trovare la propria voce. Per Alessia Paganini, la musica è sempre stata questo: una presenza costante, un modo per esprimersi, emozionarsi e sentirsi davvero sé stessa.

Oggi, a 28 anni, la cantante originaria di Villafranca di Verona e cresciuta a Monzambano compie un passo importante del suo percorso artistico con la pubblicazione di “Lasciami sospesa”, il suo primo EP, un progetto composto da cinque brani che raccontano altrettante sfumature della sua personalità.

Un debutto che non rappresenta soltanto il raggiungimento di un obiettivo inseguito a lungo, ma anche un momento di scoperta personale. Attraverso queste canzoni, Alessia ha imparato ad ascoltarsi, a riconoscere emozioni che forse aveva sempre portato dentro senza riuscire fino in fondo a comprenderle e a trasformarle in musica.

Il risultato è un piccolo ritratto intimo, sincero, nel quale il desiderio di condividere la propria sensibilità si intreccia con la voglia di mettersi in gioco.

Una passione nata in famiglia

Il legame di Alessia con il canto affonda le radici nell’infanzia. Sono stati i suoi genitori ad accompagnarla, fin da piccola, al coro della chiesa, facendole conoscere un mondo che con il tempo sarebbe diventato una parte fondamentale della sua vita.

A tredici anni è entrata nella corale del paese, iniziando ad approfondire la tecnica vocale e a coltivare con maggiore consapevolezza una passione che sentiva già profondamente sua.

Parallelamente, ha studiato pianoforte classico per sei anni e imparato a suonare la chitarra grazie a un corso organizzato dall’oratorio. Esperienze diverse, che le hanno permesso di avvicinarsi alla musica da più prospettive, senza però cambiare una certezza: era il canto a regalarle le emozioni più intense.

La voglia di crescere l’ha portata successivamente a Verona, dove ha frequentato per tre anni un’accademia di canto moderno. Da lì sono arrivate nuove occasioni per fare esperienza, tra collaborazioni con rapper locali e l’attività in una band nata all’interno della parrocchia, una formazione numerosa, composta da una trentina di elementi e arricchita da una sezione di fiati.

Un percorso costruito passo dopo passo, alimentato dalla curiosità e dalla determinazione di chi continua a seguire la propria passione anche mentre la vita quotidiana procede lungo strade diverse.

Dai Seat Music Awards alla voglia di mettersi in gioco

Tra i ricordi più significativi della sua esperienza musicale c’è la partecipazione ai Seat Music Awards all’Arena di Verona, quando aveva circa vent’anni, come corista di Laura Pausini e Biagio Antonacci. Un’occasione che le ha permesso di avvicinarsi al mondo dei grandi spettacoli e di osservare da vicino il lavoro, la preparazione e l’organizzazione che si nascondono dietro un evento di quelle dimensioni.

Nei suoi ricordi rimangono anche momenti quasi surreali, come ritrovarsi dietro le quinte con J-Ax e i Måneskin come vicini di camerino. Ma l’insegnamento più importante di quell’esperienza è stato forse un altro: comprendere che, al di là della notorietà e dei grandi palchi, gli artisti sono prima di tutto persone. Una consapevolezza che sembra accompagnare anche il suo modo di vivere la musica. Alessia non nasconde le emozioni che precedono un’esibizione, le paure e l’ansia prima di salire sul palco. Eppure, quando finalmente si trova lì, qualcosa cambia: si sente bene, si diverte e tutto il resto passa in secondo piano.

È in quel momento che la musica torna a essere ciò che è sempre stata per lei, uno spazio di libertà.

Un universo pop tra ispirazioni e identità personale

Il pop è il genere nel quale Alessia si riconosce maggiormente. Tra i suoi riferimenti c’è Katy Perry, da sempre la sua cantante preferita e una delle ispirazioni che hanno accompagnato anche la nascita di “Lasciami sospesa”. Nel corso degli anni, tuttavia, i suoi ascolti si sono mossi tra sonorità differenti: dai Linkin Park, legati a una breve parentesi rock della sua adolescenza, fino ad artiste contemporanee come Annalisa.

Accanto alla musica, anche la danza ha avuto un ruolo importante nella sua formazione. Per dieci anni Alessia ha studiato danza moderna, partecipando a concorsi e saggi. Un’esperienza che le ha trasmesso il valore dell’impegno e della dedizione necessari per affrontare un palco e dare il massimo. Oggi la sua quotidianità si divide tra la musica, il lavoro nell’agriturismo di famiglia e quello di parrucchiera, professione che esercita occasionalmente anche in salone. Mondi differenti, che convivono nella sua vita senza spegnere il desiderio di continuare a cantare e di trovare nuove occasioni per esprimersi artisticamente.

“Lasciami sospesa”: il coraggio di fermarsi in un mondo che corre

Il cuore del nuovo progetto è racchiuso proprio nel brano che gli dà il titolo. “Lasciami sospesa” nasce da una sensazione molto contemporanea: quella di essere continuamente sopraffatti dalla velocità della vita, dalla necessità di raggiungere obiettivi e dal confronto con immagini di esistenze apparentemente perfette.

In un mondo che sembra chiedere sempre di più, Alessia ha sentito il bisogno di fermarsi e interrogarsi su ciò che conta davvero. Perché correre continuamente non significa necessariamente sapere dove si sta andando, e sopravvivere alle giornate non equivale sempre a viverle pienamente.

La canzone diventa così un invito a recuperare la calma, la leggerezza e quella spensieratezza che appartenevano all’infanzia, quando bastava poco per stare bene e le cose sembravano più semplici. Un desiderio di ritrovare una parte di sé che, crescendo, si rischia talvolta di lasciare indietro. Il ritornello esprime questa ricerca attraverso immagini di libertà e movimento:

«Lasciami sospesa a danzare nell’aria, ora che scappar non serve più…».

 

Parole che evocano la possibilità di lasciarsi andare, respirare e smettere, almeno per un momento, di inseguire tutto ciò che sembra urgente. La dimensione pop del brano si accompagna quindi a un messaggio personale, che parla di rinascita, libertà e pace interiore. Non una fuga dalla realtà, ma un modo diverso di abitarla: concedersi il tempo di ascoltarsi, senza sentirsi obbligati a essere sempre all’altezza delle aspettative.

Cinque canzoni, cinque emozioni da condividere

Se il brano che dà il titolo al progetto ne rappresenta il messaggio più immediato, l’EP nel suo insieme è qualcosa di ancora più personale. Le cinque canzoni che lo compongono sono cinque momenti, cinque sfumature e cinque emozioni che appartengono ad Alessia e che, attraverso la musica, hanno trovato finalmente una forma. La realizzazione del disco è stata anche un viaggio dentro sé stessa. Alessia racconta di aver pianto ascoltando per la prima volta una delle canzoni appena terminata la registrazione.

Alla felicità e all’incredulità per un sogno che stava prendendo forma si è accompagnata la paura di esporsi, di rendere visibili emozioni fino a quel momento custodite nella propria interiorità. Mettersi a nudo attraverso la musica significa, infatti, accettare di mostrarsi per ciò che si è, prima di tutto davanti a sé stessi e poi agli altri. Durante la lavorazione dell’EP, Alessia ha imparato a dare un nome a sensazioni che aveva forse sempre provato, ma che non era ancora riuscita a comprendere fino in fondo. Quando il progetto è stato finalmente completo, alla paura si è sostituita l’emozione di avere tra le mani qualcosa di autenticamente suo: un lavoro nato dal proprio vissuto, dal proprio modo di sentire e dalla propria visione delle cose.

È questa la dimensione più significativa di “Lasciami sospesa”: non soltanto una raccolta di brani, ma un’occasione per conoscersi meglio e condividere con gli ascoltatori una parte della propria identità.

Il futuro, senza smettere di sognare

Con questo primo EP, Alessia Paganini apre un nuovo capitolo del proprio percorso musicale. Il desiderio è quello di continuare a esibirsi, vivere nuove esperienze e scoprire dove la musica potrà portarla, senza perdere il piacere di cantare e di stare sul palco. Tra i sogni che custodisce ce n’è uno particolarmente speciale: Sanremo. Non soltanto una manifestazione musicale, ma un appuntamento che Alessia ha sempre vissuto insieme alla propria famiglia e che, proprio per questo, conserva un significato affettivo profondo.

L’idea di poter un giorno passare dall’altra parte dello schermo, diventando protagonista di quel mondo che ha seguito per tanto tempo, rappresenta una prospettiva capace di farle brillare gli occhi. Per ora, il punto di partenza è questo progetto, nato dalla voglia di raccontarsi e dalla necessità di dare spazio alle proprie emozioni. Senza proclami, senza la pretesa di avere tutte le risposte, ma con la consapevolezza di aver trasformato un sogno in qualcosa di concreto.

In fondo, il messaggio che Alessia affida a “Lasciami sospesa” va oltre la musica e parla a chiunque abbia sentito almeno una volta il bisogno di rallentare, respirare e ritrovare il proprio equilibrio. Perché, in una quotidianità che ci spinge continuamente verso il prossimo traguardo, concedersi una pausa può diventare un gesto di coraggio. E forse è proprio questo che Alessia Paganini desidera lasciare a chi ascolterà le sue cinque canzoni: la libertà di fermarsi per un momento, mettere da parte il rumore del mondo e ascoltare, finalmente, quello che si ha dentro.

Ascolta qui: https://album.link/lasciamisospesa

Segui Alessia su Instagram: https://www.instagram.com/alessiapaganini/

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