DAL MITO DEL TRIDENTE AL GRANDE SCHERMO INTERNAZIONALE
Figlia dell’Ing. Alfieri Maserati e nipote di Ernesto Maserati, la Dottoressa Fabia Maserati porta avanti la memoria di una delle famiglie più importanti dell’automobilismo italiano. In occasione del biopic “Maserati: The Brothers”, diretto da Bobby Moresco, ci racconta una storia fatta di famiglia, passione, coraggio e identità italiana.
Ci sono cognomi che non appartengono soltanto a una famiglia, ma diventano parte della storia di un Paese. Maserati è uno di questi. Un nome che evoca ingegno, innovazione, velocità e quella straordinaria capacità italiana di trasformare un’intuizione in un simbolo riconosciuto a livello internazionale.
Ma dietro il Tridente, dietro le automobili che hanno conquistato le piste e il mondo, esiste una storia fatta di uomini, legami familiari, sacrifici, intuizioni e sogni. Una storia che affonda le proprie radici nella visione dei fratelli Maserati e che continua a vivere attraverso chi ne custodisce la memoria.
La Dottoressa Fabia Maserati è figlia dell’Ing. Alfieri Maserati e nipote di Ernesto Maserati, uno dei protagonisti della storica dinastia automobilistica italiana. Una discendenza che porta con sé un patrimonio familiare, culturale e imprenditoriale di straordinario valore, che la Dottoressa Maserati ha scelto di custodire e raccontare attraverso il proprio impegno nella divulgazione della storia dei fratelli Maserati e di O.S.C.A.
Autrice del libro I Fratelli Maserati, ha fatto della memoria familiare una vera e propria missione: mantenere viva la storia dei suoi antenati, raccontandone non soltanto le imprese automobilistiche, ma soprattutto gli uomini, le intuizioni, i sacrifici e la passione che hanno contribuito a costruire un’eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo.
Una missione che va oltre il semplice ricordo genealogico: preservare l’autenticità di una vicenda imprenditoriale e umana, restituendo centralità alle persone che hanno dato origine a un mito. Perché, come emerge dalle sue parole, prima delle automobili c’erano dei fratelli capaci di credere nelle proprie idee, affrontare le difficoltà e costruire qualcosa destinato a superare il tempo.
Oggi questa storia torna sotto i riflettori internazionali con Maserati: The Brothers, il biopic diretto da Bobby Moresco, che porta sul grande schermo la vicenda dei fratelli Maserati attraverso un cast di rilievo internazionale, con Anthony Hopkins, Al Pacino, Andy Garcia, Jessica Alba, Michele Morrone e Salvatore Esposito.
Un’occasione per guardare nuovamente alle origini di una delle più importanti eccellenze italiane, ma anche per interrogarsi sul significato della memoria, dell’identità e della responsabilità di tramandare un’eredità.
Per Dojo Donna, la sezione di Dojo Blog dedicata alle donne artiste e alle loro storie, la Dottoressa Fabia Maserati si racconta attraverso un’intervista che intreccia storia familiare, cultura, cinema e visione. Un dialogo nel quale il prestigio di un cognome lascia spazio alla dimensione più personale di una donna che ha scelto di farsi portavoce di una memoria preziosa.
E quando le chiediamo cosa direbbe oggi a suo nonno Ernesto e a suo padre Alfieri, se potesse averli davanti, la sua risposta racchiude il senso più profondo di questa testimonianza:
«La vostra storia è ancora viva».
Forse è proprio questa la forza delle grandi eredità: non appartenere soltanto al passato, ma continuare a parlare al futuro.
Dottoressa Fabia Maserati, lei porta un cognome che ha scritto una delle pagine più importanti della storia dell’automobilismo italiano. Che cosa significa, per lei, essere l’erede di Ernesto Maserati e quale ricordo conserva della sua famiglia e, in particolare, di suo padre Alfieri?
“Portare questo cognome per me non significa semplicemente avere un nome importante. Significa assumersi una responsabilità. Essere erede di Ernesto Maserati vuol dire custodire una storia che appartiene alla mia famiglia, ma anche alla cultura industriale e automobilistica italiana. Della mia famiglia conservo soprattutto i valori: il lavoro, la passione, la determinazione e la capacità di credere in qualcosa prima ancora che gli altri potessero comprenderlo. Alfieri, naturalmente, rappresenta una figura centrale. Mi colpisce ancora oggi la sua capacità di trasformare un’idea in realtà attraverso tecnica, coraggio e innovazione. È questo, più del semplice successo, ciò che sento di aver ricevuto.”
Dietro il nome Maserati ci sono fratelli, passioni, sacrifici, intuizioni e anche una grande storia umana. Qual è l’aspetto della storia dei fratelli Maserati che sente più profondamente suo e che vorrebbe fosse conosciuto anche dalle nuove generazioni?
“Vorrei che le nuove generazioni conoscessero innanzitutto gli uomini che c’erano dietro il mito. Quando si pronuncia Maserati, spesso si pensa immediatamente alle automobili, alle corse, al Tridente. Ma prima di tutto c’erano dei fratelli con una passione enorme, che hanno lavorato, rischiato, sbagliato, ricominciato e creduto nelle proprie idee. È proprio questo l’aspetto che sento più vicino: la capacità di trasformare un’idea in realtà attraverso il lavoro e la perseveranza. Credo che sia un messaggio ancora estremamente attuale: non bisogna avere paura di pensare in grande, ma occorre essere disposti a impegnarsi per ciò in cui si crede.”
Il Tridente è diventato nel tempo uno dei simboli italiani più riconoscibili nel mondo. Quanto è importante, secondo lei, difendere oggi la memoria autentica di ciò che hanno costruito i suoi antenati? E cosa significa per lei custodire questa eredità?
“È molto importante, perché il passato non è qualcosa di statico. Se non viene raccontato e tramandato, con il tempo rischia di perdere la sua autenticità. Per me custodire questa eredità significa soprattutto raccontare la storia con rispetto, mantenendo vivi i fatti, i valori e le persone che hanno costruito questo percorso. Non la considero qualcosa da possedere, ma da proteggere e trasmettere. Ecco perché ho scelto di scrivere, partecipare agli eventi, incontrare appassionati e raccontare la storia della mia famiglia anche attraverso il mio libro I Fratelli Maserati.”
Lei non si è limitata a conservare una memoria familiare, ma ha scelto di raccontarla e divulgarla attraverso eventi, incontri e iniziative dedicate alla storia Maserati e O.S.C.A. Qual è la sua missione personale e che cosa vorrebbe lasciare alle generazioni future?
“La mia missione è fare in modo che questa storia continui a parlare. Non soltanto come vicenda dell’automobile, ma come esempio di creatività italiana, coraggio e capacità imprenditoriale. Lo stesso vale per O.S.C.A., che rappresenta un altro capitolo della straordinaria capacità dei fratelli Maserati di continuare a creare e innovare. Vorrei lasciare soprattutto un racconto autentico e un messaggio: le grandi cose nascono dall’entusiasmo, dalla capacità di immaginare il futuro e dalla determinazione a non arrendersi davanti alle difficoltà. Se riuscirò a trasmetterlo anche a una nuova generazione, sentirò di avere fatto qualcosa di importante.”
In questo momento la storia della sua famiglia torna protagonista sul grande schermo con “Maserati: The Brothers”, il biopic diretto da Bobby Moresco. Che emozione prova nel vedere la storia dei fratelli Maserati trasformata in un film destinato al pubblico internazionale?
“È un’emozione molto difficile da descrivere. Vedere una vicenda che ho conosciuto e approfondito attraverso la mia famiglia prendere vita sul grande schermo, e sapere che potrà essere vista da un pubblico internazionale, è qualcosa di straordinario. C’è sicuramente orgoglio, ma anche una forte partecipazione personale. Perché dietro quella storia ci sono persone della mia famiglia, con i loro sogni, le loro difficoltà e le loro conquiste. È come vedere una parte della propria storia familiare diventare patrimonio di un pubblico molto più vasto.”
Il film vanta un cast straordinario, con Anthony Hopkins, Al Pacino, Andy Garcia, Jessica Alba, Michele Morrone e Salvatore Esposito. Che effetto le fa vedere attori di questa statura internazionale interpretare una storia che appartiene così profondamente alla sua famiglia?
“È qualcosa che ancora oggi mi emoziona. Vedere interpreti di questo livello entrare nei panni di persone che fanno parte della mia storia familiare crea una sensazione particolare. Da una parte c’è l’emozione di vedere il cinema dare un volto e una voce a quei personaggi; dall’altra, la curiosità di scoprire come una vicenda così italiana possa essere raccontata attraverso un linguaggio cinematografico internazionale. Penso sia anche un riconoscimento della forza universale della storia dei fratelli Maserati: una vicenda italiana, certamente, ma fatta di ambizione, famiglia, passione e coraggio, valori capaci di parlare a tutti.”
Il cinema inevitabilmente interpreta e rielabora la realtà storica. Da discendente della famiglia Maserati, cosa spera che il pubblico internazionale colga realmente guardando questo film: il mito dell’automobile, oppure soprattutto il coraggio, la visione e il legame tra i fratelli che hanno dato origine a tutto?
“Spero che il pubblico riesca a cogliere entrambe le dimensioni, ma soprattutto gli uomini dietro il mito. Le automobili sono certamente una parte straordinaria della loro vicenda, ma all’origine c’erano una famiglia, dei fratelli e un desiderio enorme di costruire qualcosa di nuovo. Il messaggio che mi piacerebbe arrivasse è che dietro ogni grande impresa ci sono persone capaci di immaginare ciò che ancora non esiste. Questo rende la storia dei fratelli Maserati ancora attuale e capace di parlare alle nuove generazioni.”
E infine, se potesse avere oggi davanti a sé suo nonno Ernesto e suo padre Alfieri, che cosa direbbe loro guardando tutto ciò che è accaduto alla loro storia e vedendo il nome Maserati arrivare ancora una volta sul grande schermo internazionale?
“Direi loro semplicemente: «La vostra storia è ancora viva». Direi che quello che avete costruito non è stato dimenticato e che, a distanza di tanti anni, ci sono ancora persone in tutto il mondo che si emozionano davanti al nome Maserati. E direi soprattutto grazie. Grazie per aver avuto il coraggio di inseguire un’idea, per aver lavorato con passione e per aver creato qualcosa capace di superare il tempo. Oggi quella vicenda arriva sul grande schermo e raggiunge un pubblico internazionale. Per me è un modo bellissimo per continuare a raccontare la mia famiglia. E forse, se potessi davvero guardarli negli occhi, non avrei bisogno di dire molto altro. Basterebbe un abbraccio. Dottoressa Scalzo la ringrazio per la bella opportunità di parlare della mia famiglia e delle opere e vita dei fratelli Maserati.”
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