Cristina Dalla Costa: Una storia di cambiamento, identità e coraggio di scegliere se stesse.

Ci sono momenti nella vita in cui le certezze smettono di bastare. È quello che è accaduto a Cristina Dalla Costa, consulente d’immagine di Torino, che dopo oltre vent’anni trascorsi lavorando come contabile ha deciso di rimettersi completamente in gioco. Una scelta maturata lentamente, nata dal bisogno di recuperare tempo per se stessa, per le proprie passioni e per quella creatività che per anni era rimasta confinata ai margini della quotidianità. Oggi Cristina si occupa di consulenza d’immagine, accompagnando soprattutto le donne in un percorso che va ben oltre la scelta di un colore, di un abito o di un taglio di capelli. Al centro c’è il desiderio di aiutare le persone a riconoscersi nuovamente, valorizzando ciò che sono senza inseguire modelli imposti. L’abbiamo incontrata per “Racconta la tua storia”, parlando di cambiamento, paura, autostima, identità e di quanto, qualche volta, sia necessario avere il coraggio di ricominciare.

Cristina, partiamo dal momento in cui tutto è cambiato. Dopo oltre vent’anni come contabile avevi una professione, delle competenze e molte certezze. Ricordi quando hai capito che quella vita non ti bastava più?

“È stato un passaggio graduale. Mi sono resa conto che quella vita non mi bastava più perché non avevo più tempo per me stessa. Le mie passioni e i miei hobby erano confinati in un piccolo spazio della giornata. Passavo otto ore in ufficio, come tantissime persone, ma sentivo che mi mancava il tempo per esprimere la mia creatività e ciò che mi appassionava davvero. A un certo punto è nata quasi una forma di ribellione e ho deciso di cambiare completamente la mia vita.”

Cambiare strada quando si è già costruita una vita professionale è molto diverso dal farlo a vent’anni. Quanto è stato difficile concederti il diritto di ricominciare?

“Non è stato assolutamente facile. È stata una decisione molto sofferta e meditata. A vent’anni probabilmente si ha quell’incoscienza che permette di lanciarsi più facilmente nelle cose nuove; alla mia età, invece, bisogna fare i conti con responsabilità, paure e conseguenze. Ho dovuto combattere contro tanti pensieri e inizialmente ho incontrato anche qualche ostacolo, perché non tutti hanno compreso subito la mia decisione. Alla fine, però, ha prevalso il desiderio di fare ciò che sentivo veramente dentro.”

Crediti Foto a cura di: VVTalent Model Agency

Hai detto una frase molto significativa: “Ricominciare non significa cancellare ciò che siamo state, ma avere il coraggio di scegliere ciò che vogliamo diventare”. Quanto della Cristina che ha lavorato per vent’anni come contabile esiste ancora nella professionista di oggi?

“Moltissimo. Credo che non si debba mai rinnegare il proprio passato, perché è proprio grazie alle esperienze che abbiamo vissuto che diventiamo ciò che siamo oggi. Bisogna conservare gratitudine per quello che abbiamo avuto. Quell’esperienza mi ha formato professionalmente e umanamente: mi ha insegnato l’organizzazione, la disciplina, la capacità di gestire tante cose contemporaneamente e di assumermi responsabilità. Sono tutte caratteristiche che utilizzo ancora oggi, anche se in una professione completamente diversa.”

Oggi sei consulente d’immagine. Per chi ancora conosce poco questa professione, cosa significa concretamente il tuo lavoro?

“La consulenza d’immagine per molte persone è ancora un mondo poco conosciuto. Il mio lavoro consiste nell’analizzare l’immagine della persona che ho davanti e aiutarla a trovare quell’ideale di sé che magari sente dentro ma non riesce ancora a esprimere. Non parliamo soltanto dell’aspetto fisico: cerco di far emergere personalità, stile ed essenza. Non voglio trasformare le persone, ma aiutarle a tirare fuori ciò che hanno dentro. Quando stiamo meglio con noi stesse aumenta l’autostima, cambia la nostra energia e cambia anche il modo in cui ci rapportiamo agli altri.”

Crediti Foto a cura di: VVTalent Model Agency

Nel tuo lavoro incontri molte donne. Secondo te, quando una donna comincia davvero a “perdersi per strada”?

“Quando comincia a non ascoltare più i propri bisogni e a mettere da parte le proprie esigenze. Può succedere in tantissimi modi e spesso senza nemmeno accorgersene. Ci sono donne che si dedicano completamente ai figli, al matrimonio, al lavoro o alle responsabilità quotidiane e, poco alla volta, finiscono per mettere se stesse sempre più in secondo piano. A un certo punto tornano a guardarsi davvero allo specchio e capiscono di aver perso qualcosa. Da lì nasce il desiderio di recuperarlo.”

Oggi siamo continuamente invitati ad amarci e accettarci così come siamo. Se dobbiamo accettarci, perché allora dovremmo cambiare colori, abiti, capelli o stile?

“Il primo passo è proprio amarsi per quello che siamo. Il mio lavoro non consiste nel trasformare completamente una persona, ma nel partire da ciò che c’è e valorizzarlo. Una donna può amare il proprio taglio di capelli e poi scoprire che ce n’è un altro capace di rendere il suo viso ancora più armonioso. Oppure può vestirsi sempre di nero per abitudine e scoprire colori che le donano una luminosità completamente diversa. È una scoperta. Si migliora l’immagine, non si stravolge la persona. Si parte sempre dall’amore per se stessi.”

Crediti Foto a cura di: VVTalent Model Agency

Dove finisce allora il desiderio di valorizzarsi e dove comincia il tentativo di diventare qualcun altro?

“Il confine sta nel non perdere mai di vista la propria essenza. Ognuno di noi possiede caratteristiche che spesso vengono definite difetti, ma che per me sono semplicemente elementi che ci distinguono e ci rendono unici. Se ci adeguiamo a modelli imposti soltanto perché sono di moda o perché li seguono tutti, rischiamo di perdere la nostra identità. Quando invece restiamo vicini a ciò che siamo veramente risultiamo più naturali, più veri e, secondo me, anche più affascinanti.”

Torniamo al concetto dello specchio. Alla fine di un percorso con te, cosa vorresti che una donna riuscisse a vedere che prima non vedeva?

“Vorrei riuscisse a vedere tutto ciò che prima non era in grado di vedere da sola. A volte mancano semplicemente gli strumenti oppure la voglia di sperimentare. Io cerco di aprire delle porte, stimolare curiosità, creatività e desiderio di provare qualcosa di nuovo. Spesso rimaniamo nella nostra zona di comfort proprio perché il nuovo spaventa. Il mio obiettivo è mostrare possibilità che quella persona, da sola, magari non aveva mai considerato.”

C’è stata una donna che, attraverso la sua storia o la sua reazione, ti ha fatto pensare: “Ecco perché ho deciso di cambiare vita”?

“Non c’è stata una donna in particolare, ma noto un filo conduttore in molte donne che incontro, anche nella vita quotidiana: una sorta di sottile malinconia nello sguardo. Spesso nasce dal non aver seguito il proprio istinto o dall’essersi ritrovate bloccate in una vita che forse non desideravano davvero in quel modo. È anche per questo che ho deciso di cambiare. Non avrei voluto convivere con il peso dei rimpianti. Quando vedo quella malinconia vorrei riuscire a trasmettere coraggio e far capire che può esserci ancora tempo per ricominciare.”

Crediti Foto a cura di: VVTalent Model Agency

Anche i social fanno parte del tuo percorso professionale. Che rapporto hai con questo mondo e quale messaggio cerchi di trasmettere alla tua community?

“Cerco di avere un rapporto equilibrato con i social e di non stravolgere la mia vita in funzione di ciò che pubblico. Li considero quasi un diario quotidiano attraverso il quale raccontare qualcosa di me, ma soprattutto cerco di trasmettere energia positiva, voglia di vivere e amore per la vita. Vorrei che chi guarda una mia foto o un mio video percepisse soprattutto questo: non arrendersi, non scoraggiarsi e cercare sempre un lato positivo. Al di là della professione che svolgiamo, credo sia un messaggio che possa aiutare tutti.”

Se oggi potessi incontrare la Cristina seduta dietro quella scrivania, che ancora non sa che un giorno cambierà completamente strada, cosa le diresti?

“Le direi di non rimanere troppo a lungo dietro quella scrivania e di non aspettare vent’anni prima di provare qualcosa di diverso. Non perché rinneghi ciò che ho fatto, ma perché credo sia importante sperimentare, fare esperienze e capire quali sono le cose che ci fanno sentire vive. E a chi, come me, sente di essersi svegliata un po’ più tardi direi di non perdersi d’animo. Si può cominciare anche da una piccola passione o da qualcosa che abbiamo tenuto troppo a lungo chiuso in un cassetto. Quando ricominciamo a fare qualcosa che amiamo, il cambiamento dentro di noi è immediato. Meglio tardi che mai, ma soprattutto meglio tentare che non fare nulla.”

La storia di Cristina racconta un cambiamento professionale, ma soprattutto una scelta personale: quella di non lasciare che la sicurezza diventasse un limite. E forse il messaggio più importante del suo percorso sta proprio qui: ricominciare non significa rinnegare ciò che siamo stati. Significa portarlo con noi e trovare il coraggio di capire chi vogliamo essere da questo momento in avanti. Perché qualche volta una nuova vita può cominciare da un progetto, da una passione rimasta troppo a lungo nel cassetto o, semplicemente, dal momento in cui torniamo davvero a guardarci allo specchio.

Canali ufficiali di Cristina:

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