Francesca Magda Ghioldi è un’artista poliedrica che ha scelto di non lasciarsi definire da un unico linguaggio. Fotomodella, poetessa, performer e pittrice, costruisce il proprio percorso creativo attraverso l’incontro tra corpo, immagine e parola, trasformando l’arte in uno strumento per raccontare identità, emozioni e contraddizioni.

Dopo alcuni anni lontana dalla fotografia, Francesca Magda ha deciso di tornare davanti all’obiettivo con una consapevolezza nuova, recuperando quelle parti di sé che aveva momentaneamente messo da parte. Nei suoi lavori esplora la complessità dell’universo femminile, rifiutando l’idea di una donna racchiusa in una sola definizione: forza e vulnerabilità, sensualità e fragilità, luce e ombra possono convivere nella stessa persona.
Accanto alla fotografia c’è da sempre la scrittura, attraverso la quale Francesca Magda affronta anche esperienze molto personali, trasformandole in poesia e racconto. Un percorso artistico e umano che parla soprattutto di libertà, autenticità e coraggio di riconoscersi nelle proprie molteplici sfumature.

Francesca Magda, prima ancora di parlare dell’artista vorremmo partire dalla persona. Se dovessi raccontarci chi è Francesca Magda oggi, al di là della fotografia, della poesia e delle definizioni professionali, cosa ci diresti?
“Sono una donna che ha sperimentato se stessa con molti linguaggi. Fin da piccola sapevo che non avrei costruito un’identità sociale omogenea. Sono una devota, una che vive di cuore. E il cuore ha porte infinite da aprire. Sono una che si pone domande, consapevole di non ottenere risposte soddisfacenti. E questo mi porta ad essere sempre in movimento, in transizione.”

Hai raccontato di aver attraversato un periodo nel quale avevi messo da parte alcune parti di te per dedicarti a una vita più “ordinaria”. Quanto è difficile accorgersi che, mentre cerchiamo di rispondere alle aspettative o ai bisogni degli altri, rischiamo lentamente di perdere uno spazio che appartiene a noi stesse?
“É una delle tragedie più grosse a cui ho dovuto far fronte. Se amo, amo senza condizioni. E il rischio é quello di sparire pian piano pur di mantenere intatto e limpido un determinato rapporto. Noi sognatori siamo anime fragili. Creature di carta. Siamo condannati al dolore, esattamente come siamo portati al cambiamento. Perciò si, é difficile. Ma inevitabile ribaltare rapporti e situazioni pur di non rimpicciolirsi in uno spazio ordinario.”
Nei tuoi lavori racconti spesso che dentro una stessa donna possono convivere identità apparentemente opposte: quella forte e quella fragile, quella sensuale e quella vulnerabile, quella che vuole mostrarsi e quella che vorrebbe nascondersi. Quanto tempo ti è servito per imparare ad accettare anche le tue contraddizioni?
“Tutta la vita. Ed ancora oggi non ho trovato soluzione a queste contraddizioni. Ogni tanto alzo le spalle e mi dico che non ho alternativa se non essere quello che sono.”

Nel tuo percorso c’è anche un’esperienza personale importante legata all’endometriosi, che hai scelto di raccontare utilizzando persino l’ironia. Che rapporto hai costruito negli anni con il tuo corpo e quanto l’arte ti ha aiutata a trasformare anche i momenti di difficoltà in qualcosa da raccontare?
“Ho sempre ironizzato su me stessa e sui miei drammi. Possiamo chiamarla “sindrome del clown” forse. Accetto che il mio corpo decida di non collaborare e che mi renda la vita un inferno indicibile talvolta. Ma ringrazio di essere abbastanza curiosa da scavare a fondo e di trovare comicità anche dove non ci sarebbe nulla da ridere.”
C’è una frase molto forte nel tuo modo di raccontarti: l’idea che vivere per compiacere gli altri significhi perdere tempo ed energie. Se davanti a te ci fosse oggi una donna che sente di aver messo da parte se stessa, i propri desideri o la propria parte più autentica, cosa vorresti dirle?
“Le vorrei dire che va tutto bene. Che non é mai sbagliato quello che siamo. E che a un certo punto arriva un naturale punto di rottura che ti permette di riprendere se stesse.”

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- Per la foto di copertina si ringrazia: Andrea Catena
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